lunedì 3 novembre 2008

Lunedì 3 novembre....tempo brutto, allerta 2.... Anche in tribunale !



Udienza in tribunale davanti al giudice Davini, arrivano i testi, manca Dotti.
Ci sono i capitoli di prova da confermare ma ci sono evidenti difficoltà; i testi non vivono a Lavagna, quindi sono corretti quando dicono di aver "sentito dire" e altrettanto corretti quando dicono che della "grandissima bufala" del famoso ispettore del ministero dell'ambiente che avrebbe certificato la "bontà dei lavori", ne sapeva solo ed esclusivamente l'avv. Antonino Bongiorno Gallegra!

Colpo di scena! Bongiorno Gallegra ci dice che era una donna - quell'ispettore del ministero - e che, come è naturale (!) non sa il nome..............grande, inarrivabile!

Poi iniziano le confusioni ricorrenti, probabilmente una tecnica di disturbo dell'attenzione del magistrato che, invece, rivela molta più attenzione del previsto e quando il Gallegra - questa volta maestoso! - modifica il testo della comparsa facendo "volatilizzare" un volantino (che gli stava creando un vero rilevante problema - quello della certificazione della "sconosciuta") ecco che il giudice Davini chiede: <<ma non erano due i volantini?>> e da li in poi...................... come previsto: tutto in salita e che salita !

Due sole semplici osservazioni:

Bongiorno Gallegra ha radicato un giudizio sapendo di non avere alcuna ragione, ma cercandone alcune per "strada", confondendo una lettera spedita a casa agli utenti con un volantino e leggendo, nel volantino, quello che "lui voleva - o doveva - leggere" ma che non era nel testo - ha tentato di impaurire il convenuto - che lui ha ritenuto essere il responsabile degli addebiti - ; ha confuso la spedizione di una lettera con la distribuzione di un volantino -, facendo un uso strumentale della giustizia.................si dice così?

Bongiorno Gallegra è certamente abile a "impastare e mettere in forno" chiedendo al giudice "la sentenza" ma Davini ha la capacità di spegnere il forno e la lievitazione si è interrotta!

Prossimo round al 17 dicembre ore 12!


mercoledì 29 ottobre 2008

Finalmente siamo arrivati alla "resa dei conti"!




Tribunale civile di Chiavari - giudice Davini


Lunedì 3 novembre avremo finalmente il piacere di sentir confermare i capitoli di accusa della Porto di Lavagna spa dalle pregiate testimonianze degli avvocati Dotti, Rovatti e Mantini più altri testi di minore rilevanza.

Finalmente la Porto di Lavagna potrà vedere riconosciuti i suoi diritti a chiedere i danni derivati all'immagine della società che hanno prodotto "perdite economiche" significative.

Finalmente giustizia sarà fatta e si affermerà la "verità"!

O no ?

venerdì 24 ottobre 2008

Il famoso accordo tra il comune di lavagna e la Porto spa



Dov' è finito quell'accordo che appariva la soluzione di tutti i mali di Lavagna ?

Vaccarezza e Armanino, se ne sono scordati ?

Come si giustificheranno nella prossima campagna elettorale ?

La Porto di Lavagna spa continuerà a pagare 102.000,00 euro l'anno di canone concessorio ?

I titolari delle concessioni balneari quanto pagano ?

Il danno economico per le casse pubbliche è spaventosamente alto, chi paga ? Vaccarezza, Armanino, Mordini.......?

domenica 28 settembre 2008

Il tribunale di Chiavari e quello di Torino




Con una dimostrazione di efficienza, non consueta da "queste parti", il tribunale di Torino ha dato il via alla procedura di acquisizione degli elementi documentali riguardanti la denuncia presentata in quella sede, per quanto attiene ai comportamenti penalmente rilevanti messi in atto da elementi della magistratura appartenenti al tribunale di Chiavari.

Nei prossimi giorni verrà dato corso alla presentazione dell'intera documentazione, attualmente in via di completamento negli studi dei legali che collaborano con l'Osservatorio.

Intanto il 3 di novembre si avvicina e in quell'udienza la Porto di Lavagna spa ed il suo "legale di fiducia" - quell'Antonino Bongiorno Gallegra che apparve assai nervoso il 6 giugno scorso, durante la prima udienza - dovranno portare in aula il sig. Dotti, il sig. Rovatti, il sig. Mantini e altri a testimoniare fatti di cui non possono certamente essere a conoscenza poichè si tratta di fatti inventati di sana, anzi...sanissima pianta!

Che succederà mai se tre avvocati della Porto di Lavagna spa - Dotti, Rovatti, Mantini - si produrranno in quella fattispecie penale detta: "falsa testimonianza" ?

Quale potrà mai essere il futuro di quella causa assai temeraria intentata dalla Porto di Lavagna spa ?

Che si aggiungano danni a quelli già in essere ?

Come non vorremmo essere nei panni della Porto di Lavagna spa !

Con alcuni elementi significativi del tribunale in sotituzione: il presidente ed il procuratore capo, con alcuni elementi soggetti ad indagine a Torino, con alcuni avvocati che compaiono in situazioni "da valutare con attenzione" e alcuni elementi del tribunale non appartenenti alla magistratura - altrettanto da valutare - si profila un annata di quelle " da ricordare".

Per quanto riguarda ORAS, da quel lontano settembre 2007 in cui la Porto di Lavagna spa inviava una lettera agli utenti del porto leggibile nel post :
http://portodilavagna.blogspot.com/2007/12/mentre-la-cittadinanza-di-lavagna.html ,
la nostra attività si è protratta con costanza e attenzione ottenendo significativi risultati con le avocazioni della Procura Generale di Genova, con l'apertura delle procedura al tribunale di Torino, con i contatti molto avanzati con il ministero e con l'evidente "blocco" del progetto industriale tanto inutilmente "sbandierato ai quattro venti" dalla giunta comunale di Lavagna che si è ridotto ad essere un semplice cantierino di completamento della passeggiata e delle sovrapiastra.

In attesa del 3 novembre, stanno per partire due importanti iniziative di cui, a breve, daremo notizia.


mercoledì 3 settembre 2008

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.......La sentenza sulla diga, l'ardesia e altro ancora



E' incredibile, ma dopo ben tre consecutive richieste e due rigidi ed espliciti rifiuti, il giudice: dott.ssa Antonella Bernocco, ha concesso - finalmente ! - la copia di una sentenza della repubblica italiana che recita, come sempre: IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.


Sorge la necessità di porre un quesito al ministro Alfano che dichiara di essere intento alla "sistemazione" dell'apparato giudiziario:
come è mai possibile che un signore o una signora di nazionalità italiana - per ora - che di mestiere produce sentenze nell'estensione delle quali dichiara di fare ciò IN NOME DEL POPOLO ITALIANO possa mai permettersi di negare il rilascio di una copia ad uno qualsiasi dei soggetti in nome dei quali viene espresso il giudizio.

Questo è un fatto di una gravità esemplare che dimostra come alcuni magistrati ritengano di essere annoverabili in un gruppo di soggetti che si astrae completamente dall'essenza dello Stato, per farvi poi rientro, a loro gradimento e discrezione, quando ne hanno la necessità.

Questo è un fatto accaduto proprio in quel tribunale in cui, nel settembre dell'anno scorso - il giorno 7 e seguenti - il procuratore capo Carli dichiarava alla stampa di <<non poter dare giustizia ai cittadini>>, così come si può leggere nei postati di questo sito pubblicati all'epoca.

Questo è quello che può accadere al tribunale di Chiavari, nel quale si spera, con l'arrivo del nuovo presidente di fresca nomina, di poter raggiungere dei livelli di "soddisfazione diffusa" all'interno di quella categoria sociale - i cittadini - ai quali è dovuta risposta efficace ed efficiente in un tempo generalmente definibile "giusto"!

Ecco quindi la "sentenza negata due volte".......






Le conclusioni del giudice, portano alla definizione certa di reato e sanciscono le pene di arresto e le multe dei condannati.

Evidenziano la cessione di rifiuti per realizzare la pista della diga (lunga un chilometro e larga sei metri ) e conferma che i lavori pagati dai "proprietari superficiari" delle porzioni condominiali del porto di Lavagna, sono stati realizzati in maniera tale che:
<<...ritenute le fattispecie criminose di cui all'art................stante la evidente unicità del disegno criminoso...stimasi equa, per ......>>.

Consentono di rilevare la totale e indiscutibile titolarità della qualifica di danneggiati per i succitati "proprietari superficiari" che sono poi, in sostanza, coloro che hanno pagato i 25.000.000.000 circa, di lire, per la più grande discarica a mare mai realizzata nel Tigullio.

Una domanda si avanza ora con forte impatto: IL SINDACO DI LAVAGNA, CHE CHIESE RIPETUTAMENTE IL DISSEQUESTRO DEL CANTIERE, ERA RESPONSABILE DEI CONTROLLI ? SEMBREREBBE DI SI !

Altra domanda: la provincia di Genova cui spetta il controllo e la regolamentazione del movimento dei mezzi d'opera - quelli che hanno fatto le migliaia di viaggi dalle aree di discarica al porto - hanno responsabilità ? SEMBREREBBE DI SI !

E la Regione, che "trovò il modo" di eludere le procedure di VIA, quindi eliminando, di fatto, il sistema del controllo ????
Quante sono le sue responsabilità ?



Poi però.............. appare il quesito più sciocco e, come sempre, il più importante:
chi ha stabilito il contatto tra gli ardesiaci detentori di milioni di tonnellate di rifiuti e la società committente Porto di Lavagna ?

Quale è stato il suo guadagno ?


martedì 2 settembre 2008

Ripresa post-feriale




Domani riprende la pubblicazione sullo spazio di Portoilavagna.

Ci saranno molte interessanti novità.

domenica 3 agosto 2008

Il solito vizio della Porto di Lavagna spa



LAVAGNA

Carabinieri in porto, denunce e sequestri Gli uomini del Nucleo Operativo Ecologico ipotizzano lo stoccaggio abusivo di rifiuti pericolosi in un’area della diga

LAVAGNA. Guai in porto a Lavagna, dove la Procura di Chiavari ha aperto un’indagine per stoccaggio abusivo di rifiuti pericolosi. Si tratta dei materiali di risulta della demolizione dello scivolo di alaggio, cominciati nelle scorse settimane per realizzare una nuova vasca. Quattro le
denunce del Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri), che venerdì hanno sequestrato l’area in cima alla diga foranea dove sono stati depositati i materiali, i materiali stessi, le attrezzature utilizzate per movimentarli e trattarli. L’ipotesi di carabinieri e Procura è che i rifiuti
dello scavo fossero stoccati in maniera irregolare, ovvero con l’autorizzazione dei vertici della Porto di Lavagna, ma senza i necessari permessi della Provincia.
«I rifiuti non sono stati stoccati ma semplicemente depositati in un’area del porto, nell’ambito del cantiere, in attesa di venire conferiti regolarmente in discarica», dichiara Marco Delucchi Baroni, avvocato di fiducia di una delle persone denunciate. I Noe hanno rilevato anche il fatto che i
materiali inerti fossero stati messi a scolare,per separare la parte solida da quella umida, e ha sequestrato anche la cisterna dove confluiva l’acqua.
«Anche questo un atto propedeutico allo smaltimento», rileva ancora Delucchi Baroni. Ma econdo i Noe, che si richiamano alla legge sullo smaltimento dei rifiuti, le operazioni eseguite
in porto non erano regolarmente autorizzate. «Siamo totalmente estranei alla vicenda dichiara
l’ad del porto, Roc Jack Mazreku Non è la prima volta che veniamo accusati di cose che non abbiamo fatto, e posso immaginare che da qualcuno sia partita una segnalazione. Ricordo
che il processo per la presunta discarica abusiva di ardesia è finito con l’assoluzione della Porto di Lavagna, dichiarata estranea ai fatti».

Che coraggio !

Ogni volta che accade qualche cosa dentro il porto, il Mazreku non sa nulla !
Come mai questa volta non ci dice qualche cosa anche l'onnipresente Bongiorno Gallegra ?

Per fortuna che mancano solo 90 giorni al 3 novembre; in quella data il giudice Davini avrà finalmente davanti agli occhi quei documenti nei quali c'è scritta tutta la verità sulla diga: il primo, il secondo ed il terzo inquinamento......!