lunedì 12 ottobre 2009
Il progetto di "recupero della portualità turistica" a Lavagna
L'intero testo del progetto presentato al comune di Lavagna è scaricabile all'indirizzo:
http://www.gruppozena.com/
http://gruppozena.com/
venerdì 9 ottobre 2009
Dopo il "penale", dove Mazreku è andato "ko", ora arriva il tracollo, ampiamente previsto, nel civile.
martedì 29 settembre 2009
La Porto di Lavagna spa, fuori dalla competenza del Tribunale di Chiavari, è destinata a soccombere sempre!



Con estrema e dettagliata argomentazione il Tribunale di Genova ha dato una prova di efficienza.
La procura destinataria degli atti era quella di Chiavari e, come di consueto, tale documentazione aveva preso la via della "giacenza".
Esiste una corposa documentazione che attesta la completa latitanza della procura chiavarese dai fatti concernenti il Porto di Lavagna; in un articolo rintracciabile su questo sito vengono riportate le pretestuose lagnanze del procuratore capo Luigi Carli che, in conferenza stampa da lui invocata, presentava false giustificazioni in merito all'inefficienza della macchina funzionale della procura da lui diretta.
Si noterà come non si trattenga dal dire con chiarezza che i cittadini non possono pretendere giustizia dal suo ufficio!! Questo lo avevamo ben compreso noi da soli!
Avuta conoscenza dell'esposto di ORAS, la Porto di Lavagna spa dava mandato all'avv. Bongiono Gallegra di querelare ORAS nella persona del coordinatore.
Dava anche "incarico" al SECOLO XIX di pubblicare, con evidenza, un articolo dal titolo "MAZREKU CHIEDE I DANNI A PESCINO".
Contemporaneamente la Porto spa adiva il tribunale civile di Chiavari per ottenere un rimborso cospiquo alle "presunte" difficoltà derivate dall'operazione pubblicistica di ORAS.
Occorre ricordare che proprio in quel mentre era in corso il procedimento, completamente carente di istruttoria, che vedeva imputati Cusumano, Mazreku e altri, per diversi reati inerenti l'uso di materiali proibiti sversati nel riempimento della diga di Lavagna.
Proprio quell'esposto di cui sopra aveva lo scopo di rendere utile il procedimento fornendo gli elementi che avrebbero potuto consentire al giudice del dibattimento di condannare Mazreku per tutti i reati ascritti, invece, a soggetti completamente innocenti.I fatti:
A seguito di un dettagliato esposto, corredato di ampia documentazione fotografica, che ORAS aveva depositato presso la sede del NOE di Genova, tale nucleo operativo dei CC, aveva trasmesso gli atti alla procura competente per territorio.La procura destinataria degli atti era quella di Chiavari e, come di consueto, tale documentazione aveva preso la via della "giacenza".
Esiste una corposa documentazione che attesta la completa latitanza della procura chiavarese dai fatti concernenti il Porto di Lavagna; in un articolo rintracciabile su questo sito vengono riportate le pretestuose lagnanze del procuratore capo Luigi Carli che, in conferenza stampa da lui invocata, presentava false giustificazioni in merito all'inefficienza della macchina funzionale della procura da lui diretta.
Si noterà come non si trattenga dal dire con chiarezza che i cittadini non possono pretendere giustizia dal suo ufficio!! Questo lo avevamo ben compreso noi da soli!
Avuta conoscenza dell'esposto di ORAS, la Porto di Lavagna spa dava mandato all'avv. Bongiono Gallegra di querelare ORAS nella persona del coordinatore.
Dava anche "incarico" al SECOLO XIX di pubblicare, con evidenza, un articolo dal titolo "MAZREKU CHIEDE I DANNI A PESCINO".
Contemporaneamente la Porto spa adiva il tribunale civile di Chiavari per ottenere un rimborso cospiquo alle "presunte" difficoltà derivate dall'operazione pubblicistica di ORAS.
Occorre ricordare che proprio in quel mentre era in corso il procedimento, completamente carente di istruttoria, che vedeva imputati Cusumano, Mazreku e altri, per diversi reati inerenti l'uso di materiali proibiti sversati nel riempimento della diga di Lavagna.
Oggi, a distanza di due anni, il PM Ranieri Miniati, prima e il GIP Giacalone, poi, mettono a tacere la Porto spa ed anzi, se si legge con attenzione la lunga motivazione del GIP, rinforza la tesi espressa nell'esposto da ORAS e propone molti interessanti spunti per il lavoro prossimo.
venerdì 18 settembre 2009
Dopo l'archiviazione della querela di Mazreku e altre amenità, occorrono sostanziali chiarimenti.
Un invito rivolto a tutti:
Appuntamento nel salone del ristorante “Gargantua”, via Dei Devoto, venerdì 2 ottobre 2009, alle ore 17,00.
Dibattito informativo sulle vicende attuali del porto, sugli scenari possibili e sulle responsabilità decisionali.
L’incontro è aperto a tutti, in particolare a coloro che hanno incarichi di amministrazione pubblica ai vari livelli, agli utenti e, naturalmente a tutti i cittadini di Lavagna e del Tigullio che volessero informarsi.
Per informazioni:
“Il porto di Lavagna, una storia prossima alla conclusione”.
Appuntamento nel salone del ristorante “Gargantua”, via Dei Devoto, venerdì 2 ottobre 2009, alle ore 17,00.
Dibattito informativo sulle vicende attuali del porto, sugli scenari possibili e sulle responsabilità decisionali.
L’incontro è aperto a tutti, in particolare a coloro che hanno incarichi di amministrazione pubblica ai vari livelli, agli utenti e, naturalmente a tutti i cittadini di Lavagna e del Tigullio che volessero informarsi.
Per informazioni:
venerdì 11 settembre 2009
Le società offshore, i conti segreti, gli uomini dei Memores Domini. Il nucleo d'acciaio di Comunione e Liberazione.
PROTAGONISTA PRINCIPALE MARCO MAZARINO DE PETRO, GIA' SINDACO DI CHIAVARI E, OGGI, GRANDE ELETTORE DI GIULIANO VACCAREZZA
Sono il nucleo d'acciaio di Comunione e Liberazione: i Memores Domini «seguono una vocazione di dedizione totale a Dio vivendo nel mondo». S'impegnano alla « contemplazione , intesa come memoria tendenzialmente continua di Cristo», e alla « missione , cioè alla passione a portare l'annuncio cristiano nella vita di tutti gli uomini». Il fondatore di Cl, don Luigi Giussani, li ha voluti così, impegnati «a seguire una vita di perfezione cristiana» attraverso la pratica dei tre voti: «l' obbedienza , nel senso che lo sforzo spirituale e la vita ascetica sono facilitate e autenticate da una sequela; la povertà , come distacco da un possesso individuale del denaro e delle cose; la verginità , come rinuncia alla famiglia per una dedizione anche formalmente più totale a Cristo». Fanno vita in comune, condividendo appartamenti in cui vivono in gruppi da tre a dodici associati, e sono presenti in 32 paesi del mondo.
Il più noto dei Memores Domini vive in Italia e si chiama Roberto Formigoni: oggi presidente della Regione Lombardia e domani - a Dio piacendo - ministro della Repubblica e candidato alla successione di Silvio Berlusconi. Di Formigoni, Memores Domini e conti all'estero si parla in un processo che sta per arrivare a sentenza a Milano: quello su Oil for food , scandalo scoppiato nel 2004, quando sono emersi i fiumi carsici di tangenti che scorrevano all'ombra di quel programma delle Nazioni Unite nato per addolcire l'embargo all'Iraq di Saddam Hussein permettendo di scambiare oil , cioè petrolio, con cibo e medicine. Un'indagine americana ha certificato che, sotto Oil for food , Saddam assegnava contratti petroliferi a prezzi di favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere il regime. Poi, dopo l'invasione Usa, quei soldi sono finiti a finanziare la guerriglia e il terrorismo.
Coinvolti nel gioco, grandi compagnie e piccoli trader petroliferi, ma anche singole persone ed esponenti politici di una cinquantina di Paesi del mondo. Tra questi, Roberto Formigoni che, in nome della sua amicizia con il cristiano Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, ha ricevuto contratti per 24,5 milioni di barili: la più massiccia tra le assegnazioni fatte a soggetti italiani. Poiché Formigoni non fa il petroliere, i contratti sono stati gestiti da aziende suggerite dal governatore: la Cogep della famiglia Catanese e la Nrg Oils di Alberto Olivi. Così una piccola impresa come la Cogep si è trovata di colpo a passare dalle autobotti alle petroliere. In cambio, secondo l'accusa, avrebbe pagato tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani . La Nrg Oils avrebbe pagato invece almeno 262 mila dollari. Certo, la Cogep era già stata coinvolta nello scandalo dei petroli e i suoi titolari erano già stati condannati nel 1982 per contrabbando internazionale, ma i Catanese sono tra i fondatori della Compagnia delle Opere, l'associazione di imprese promossa da uomini di Cl, e questo è stato sufficiente per meritare la segnalazione di Formigoni a Saddam.
Sul capitolo italiano di Oil for food hanno indagato il sostituto procuratore di Milano Alfredo Robledo e una squadretta di investigatori della Guardia di finanza e dei Carabinieri (Virgilio Pomponi, Domenico Siravo, Antonio Amato, Giovanni Anchora, Giandiego Mercurio, Alfonso Mellone, Antonio Marotta) che hanno avuto elogi ed encomi internazionali per il contributo dato alle indagini su questo scandalo mondiale. Oggi sotto processo a Milano sono solo gli uomini della Cogep e l'intermediario tra Formigoni e gli iracheni, Marco Giulio Mazarino De Petro, mentre a Roma e a Genova saranno giudicati altri due tronconi dell'indagine. Ma questa vicenda, al di là degli aspetti giudiziari, ha sollevato il velo sulle attività finanziarie dei Memores Domini, che pure non sono oggetto di giudizio. Ha svelato il Codice De Petro, mostrando al mondo l'esistenza di società offshore, conti, transazioni, consulenti, mediatori, tutti riconducibili all'associazione dei Memores.
Il Codice De Petro ruota attorno a tre società estere chiamate Candonly e a una misteriosa fondazione di Vaduz di nome Memalfa. Protagonisti del Codice De Petro: Formigoni e i Memores del suo gru ppo, Alberto Perego, Fabrizio Rota, Alberto Villa, Mario Villa, Mario Saporiti. Rota è anche il capo della segreteria di Formigoni in Regione, oltre che ex amministratore della Socomir, una società partecipata dalla Cogep . Perego, commercialista, è stato l'organizzatore e il tesoriere della campagna elettorale di Formigoni. Loro negano tutto , sostengono di non avere nulla a che fare con società offshore e conti esteri. Le indagini di Robledo e della sua squadretta li smentiscono, ricostruendo la vera storia di Candonly e Memalfa.
Sono il nucleo d'acciaio di Comunione e Liberazione: i Memores Domini «seguono una vocazione di dedizione totale a Dio vivendo nel mondo». S'impegnano alla « contemplazione , intesa come memoria tendenzialmente continua di Cristo», e alla « missione , cioè alla passione a portare l'annuncio cristiano nella vita di tutti gli uomini». Il fondatore di Cl, don Luigi Giussani, li ha voluti così, impegnati «a seguire una vita di perfezione cristiana» attraverso la pratica dei tre voti: «l' obbedienza , nel senso che lo sforzo spirituale e la vita ascetica sono facilitate e autenticate da una sequela; la povertà , come distacco da un possesso individuale del denaro e delle cose; la verginità , come rinuncia alla famiglia per una dedizione anche formalmente più totale a Cristo». Fanno vita in comune, condividendo appartamenti in cui vivono in gruppi da tre a dodici associati, e sono presenti in 32 paesi del mondo.
Il più noto dei Memores Domini vive in Italia e si chiama Roberto Formigoni: oggi presidente della Regione Lombardia e domani - a Dio piacendo - ministro della Repubblica e candidato alla successione di Silvio Berlusconi. Di Formigoni, Memores Domini e conti all'estero si parla in un processo che sta per arrivare a sentenza a Milano: quello su Oil for food , scandalo scoppiato nel 2004, quando sono emersi i fiumi carsici di tangenti che scorrevano all'ombra di quel programma delle Nazioni Unite nato per addolcire l'embargo all'Iraq di Saddam Hussein permettendo di scambiare oil , cioè petrolio, con cibo e medicine. Un'indagine americana ha certificato che, sotto Oil for food , Saddam assegnava contratti petroliferi a prezzi di favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere il regime. Poi, dopo l'invasione Usa, quei soldi sono finiti a finanziare la guerriglia e il terrorismo.
Coinvolti nel gioco, grandi compagnie e piccoli trader petroliferi, ma anche singole persone ed esponenti politici di una cinquantina di Paesi del mondo. Tra questi, Roberto Formigoni che, in nome della sua amicizia con il cristiano Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, ha ricevuto contratti per 24,5 milioni di barili: la più massiccia tra le assegnazioni fatte a soggetti italiani. Poiché Formigoni non fa il petroliere, i contratti sono stati gestiti da aziende suggerite dal governatore: la Cogep della famiglia Catanese e la Nrg Oils di Alberto Olivi. Così una piccola impresa come la Cogep si è trovata di colpo a passare dalle autobotti alle petroliere. In cambio, secondo l'accusa, avrebbe pagato tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani . La Nrg Oils avrebbe pagato invece almeno 262 mila dollari. Certo, la Cogep era già stata coinvolta nello scandalo dei petroli e i suoi titolari erano già stati condannati nel 1982 per contrabbando internazionale, ma i Catanese sono tra i fondatori della Compagnia delle Opere, l'associazione di imprese promossa da uomini di Cl, e questo è stato sufficiente per meritare la segnalazione di Formigoni a Saddam.
Sul capitolo italiano di Oil for food hanno indagato il sostituto procuratore di Milano Alfredo Robledo e una squadretta di investigatori della Guardia di finanza e dei Carabinieri (Virgilio Pomponi, Domenico Siravo, Antonio Amato, Giovanni Anchora, Giandiego Mercurio, Alfonso Mellone, Antonio Marotta) che hanno avuto elogi ed encomi internazionali per il contributo dato alle indagini su questo scandalo mondiale. Oggi sotto processo a Milano sono solo gli uomini della Cogep e l'intermediario tra Formigoni e gli iracheni, Marco Giulio Mazarino De Petro, mentre a Roma e a Genova saranno giudicati altri due tronconi dell'indagine. Ma questa vicenda, al di là degli aspetti giudiziari, ha sollevato il velo sulle attività finanziarie dei Memores Domini, che pure non sono oggetto di giudizio. Ha svelato il Codice De Petro, mostrando al mondo l'esistenza di società offshore, conti, transazioni, consulenti, mediatori, tutti riconducibili all'associazione dei Memores.
Il Codice De Petro ruota attorno a tre società estere chiamate Candonly e a una misteriosa fondazione di Vaduz di nome Memalfa. Protagonisti del Codice De Petro: Formigoni e i Memores del suo gru ppo, Alberto Perego, Fabrizio Rota, Alberto Villa, Mario Villa, Mario Saporiti. Rota è anche il capo della segreteria di Formigoni in Regione, oltre che ex amministratore della Socomir, una società partecipata dalla Cogep . Perego, commercialista, è stato l'organizzatore e il tesoriere della campagna elettorale di Formigoni. Loro negano tutto , sostengono di non avere nulla a che fare con società offshore e conti esteri. Le indagini di Robledo e della sua squadretta li smentiscono, ricostruendo la vera storia di Candonly e Memalfa.
lunedì 3 agosto 2009
La lettera inviata a VACCAREZZA
Lavagna, lunedì 27 luglio 2009
Al sindaco di Lavagna, G.VACCAREZZA
c.p.c. Al presidente della provincia di GENOVA
Al presidente della regione Liguria
Al ministero Infrastrutture e Trasporti
Oggetto: Porto di Lavagna s.p.a. / Lavagna Futuro s.r.l. / Cala dei Genovesi s.p.a / Altri soggetti
Al sindaco di Lavagna, G.VACCAREZZA
c.p.c. Al presidente della provincia di GENOVA
Al presidente della regione Liguria
Al ministero Infrastrutture e Trasporti
Oggetto: Porto di Lavagna s.p.a. / Lavagna Futuro s.r.l. / Cala dei Genovesi s.p.a / Altri soggetti
La storia del porto di Lavagna appare sempre più intricata e priva di contenuti accettabili di legalità. Le posizioni dei diversi soggetti si sono spesso modificate nel tempo, a ragione del mutare degli interessi. Nessun documento, tra le molte migliaia di pagine raccolte da ORAS, ha mai indicato un profilo di interesse sociale rivolto alla stesura degli atti e alla conseguente approvazione/negazione. Sempre e soltanto interessi di singoli, o di gruppi assai ristretti, hanno dato la spinta alle varie azioni susseguitesi nel tempo. Nell'anno 2007, in una situazione caotica e sfuggita di mano all'amministrazione comunale in carica, veniva dato spazio mediatico al "Protocollo sul Porto", steso tra il comune di Lavagna (sindaco Vaccarezza, delegati Armanino e Mordini) e la Porto di Lavagna spa di Mazreku & Co. Quel protocollo, ampiamente elogiato dall'intera giunta che lo considerava un "atto di pregio" volto a far cessare le "annose questioni", era invece dichiarato da ORAS come un affrettato ed imprudente procedimento di pubblicistica bell'e buona, utile forse a dare smalto ad una amministrazione in difficoltà proprio sulla questione del porto anche, ma non solo, a ragione della sua evidenziata incapacità a rapportarsi con un soggetto come il gestore del bene demaniale ed i suoi "padrini". In quell'occasione, tanto per esemplificare, si è "venduta per buona", al popolo disinformato, la elemosina che il Mazreku fece alla città di Lavagna staccando il famoso assegnetto di 190.000,00 euri e spiccioli che manco copriva il 10% del dovuto al comune. Quell'assegno venne messo in bella vista persino sulle pagine della stampa locale e fece credere ad alcuni che il sindaco Vaccarezza era stato capace di "recuperare" una somma altrimenti perduta. In realtà il sindaco Vaccarezza regalò ad alcuni fideiussori alcuni milioni di euro che avrebbero potuto essere trasferiti dalle tasche dei fideiussori a quelle assai bisognose del comune di Lavagna. Oggi si ripete la situazione solita e farsesca, che vede il più grande elemento economico del Tigullio pronto a sfuggire di mano, per l'ennesima volta, all'amministrazione pubblica. I due competitori si affannano a rilasciare dichiarazioni alla stampa trattando di fatti a loro non interessanti solo per sfruttare la dabbenaggine di un pubblico disinformato. L'amministrazione comunale dovrebbe mostrare l'impegno a diffondere la conoscenza tra la popolazione allestendo un percorso di chiarezza e definizione che si può ottenere solo da un pubblico dibattito e da un conseguente referendum.
Certo che la sensibilità e l'intelligenza dei destinatari non può sottrarsi al dovere imposto dalla primaria tutela dell'interesse sociale, in attesa di una naturale acquisizione del suggerimento auguro un buon lavoro.
ORAS
a.p.
giovedì 30 luglio 2009
Dal SECOLO XIX di oggi, venerdì 31 luglio
Il SECOLO XIX annuncia una gradevole iniziativa del comune di Lavagna guidato da Giuliano Vaccarezza che, dice tra l'altro:<<....l'obiettivo della serata è informare i cittadini....>>
"Nucleare, conferenza a Lavagna del fisico elveticoWalter Rüegg "
LAVAGNA. Walter Rüegg a Lavagna per una conferenza sul nucleare.
Il fisico e biologo nucleare svizzero, figlio della lavagnese Ada Ballerini, domenica, alle 21, terrà una conferenza all’auditorium Campodonico sul tema “Bombe nucleari, radioattività, rifiuti radioattivi: leggende, ipotesi, fatti”. «L’obiettivo della serata spiega il sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza sarà informare i cittadini su un tema di grande attualità come quello delle centrali nucleari. Il nostro Comune è fortemente impegnato sulle energie alternative, investiamo negli impianti solari, ma riteniamo giusto conoscere anche un tema sul quale il governo si sta impegnando, avendo intenzione di costruire nuove centrali nucleari». Promotore della serata è il consigliere comunale, FedericoMassari. «Grazie alla disponibilità dello scienziato spiegaMassari
Lavagna accoglierà un altro scienziato, dopo la visita trent’anni fa di Antonino Zichichi ». Rüegg in prima linea anche durante il disastro di Chernobyl, è stato capo fisico dell’esercito svizzero, vive a Zurigo, è in pensione emette a disposizione la sua esperienza in materiali radioattivi per consulenze e attività di divulgazione.
Il fisico e biologo nucleare svizzero, figlio della lavagnese Ada Ballerini, domenica, alle 21, terrà una conferenza all’auditorium Campodonico sul tema “Bombe nucleari, radioattività, rifiuti radioattivi: leggende, ipotesi, fatti”. «L’obiettivo della serata spiega il sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza sarà informare i cittadini su un tema di grande attualità come quello delle centrali nucleari. Il nostro Comune è fortemente impegnato sulle energie alternative, investiamo negli impianti solari, ma riteniamo giusto conoscere anche un tema sul quale il governo si sta impegnando, avendo intenzione di costruire nuove centrali nucleari». Promotore della serata è il consigliere comunale, FedericoMassari. «Grazie alla disponibilità dello scienziato spiegaMassari
Lavagna accoglierà un altro scienziato, dopo la visita trent’anni fa di Antonino Zichichi ». Rüegg in prima linea anche durante il disastro di Chernobyl, è stato capo fisico dell’esercito svizzero, vive a Zurigo, è in pensione emette a disposizione la sua esperienza in materiali radioattivi per consulenze e attività di divulgazione.
ORAS resta in attesa che il sindaco decida di convocare una pubblica assemblea per informare i cittadini sulla questione del Porto che, dopo le scorie nucleari (trattate da Ruegg) , è divenuta certamente ancora più interessante!
Pubblicheremo domani la lettera inviata al sindaco al proposito!
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