
sabato 1 maggio 2010
ARPAL, l'agenzia regionale di controllo è decapitata dalla Procura.

sabato 13 marzo 2010
Roba da ridere.....la solita tangente per il solito partito il PD

Notizie di corridoio sostengono che si sia trattato di una gran bella "cagnotta".
Si parla di oltre cinque miliardi (in quell'anno c'era ancora la vecchia, solida lira!)
Bravo, bene, continua così......
sabato 23 gennaio 2010
Mafia, scorie, La Spezia e Lavagna......
Si aggiungono tasselli a quanto stiamo seguendo da tempo.
La notizia resa nota (clicca sopra) dal giornalista Gianni Lannes ad un convegno è inquietante e, comunque, non ci stupisce.
Al centro via sarebbe di nuovo la ECO.GE dei Mamone, famiglia della 'ndrangheta, indicata come tale sin dal 2002 dalla DIA, che da anni denunciamo per i suoi legami, le sue entrature politiche, i suoi disastri ambientali, gli appalti pubblici ed il legame solido con il mondo delle cooperative emiliane, e che è entrata in molteplici inchieste giudiziarie, tra cui l'Operazione Pandora, false fatturazioni per costituzione di fondi neri, episodi di corruzione e smaltimenti illeciti di rifiuti pericolosi.
I mezzi della ECO.GE ha dichiaro il giornalista Lannes sono stati fotografati da lui stesso al lavoro nella centrale nucleare di Caorso, in provincia di Piacenza, per gli smaltimenti connessi allo smantellamento della più grande centrale nucleare italiana. Il giornalista ha seguito poi quei mezzi marchiati ECO.GE ed ha evidenziato che ripartivano per Genova per poi giungere a La Spezia. Fatto curioso questo, da Caorso a Genova e poi La Spezia... quando La Spezia è vicinissima a Piacenza, capire il perché di questo assurdo girovagare sui camion sarebbe utile, anche considerando che a Genova non esistono aree per lo stoccaggio di scorie radioattive.
Questo lavoro relativo allo smantellamento degli impianti ed al conseguente smaltimento delle scorie è seguito dalla SOGIM, la struttura affidataria dell'incarico dal Governo, che, quindi, a quanto si apprende, ha affidato in subappaltato l'opera alla società dei Mamone, la nota ECO.GE...
I traffici di rifiuti nucleari e non, in ed attraverso la Liguria non sono una novità.
Non lo sono rispetto al confine con la Francia e non lo sono considerando che il più grande porto turistico del mediterraneo - prima del faraonico "porticciolo" di Imperia, dove lavorava sempre la 'ndrangheta-, quello di Lavagna, è in mano ad un noto personaggio il cui nome ricorre in atti relativi a fatti inquietanti di traffici internazionali di rifiuti, tra Servizi ed 'ndrangheta, ovvero Jack Roc Mazreku. Il nome di Mazreku lo si è trovato in molteplici filoni delle inchieste sulle navi dei veleni, lungo le rotte delle scorie e di armi, a partire da quelli per via delle navi dei Messina con, su tutte, la Jolly Rosso, per arrivare ai porti dell'Africa, dove la Comerio company era di casa, in mezzo agli "aiuti umanitari" del nostro Paese. Ora costui è a Lavagna, dove controlla quel porto mai collaudato con una diga dove il "sapore" dei veleni sembra celarsi alle terre di riempimento per l'ampliamento effettuato violando le prescrizioni più elementari... mentre i pescatori parlano di decine e decine di imbarcazioni affondate al largo di Lavagna, direzione Corsica.
Rifiuti ed armi, scorie e morte sono rotte che dalla Liguria sono sempre partite e dove le diverse province hanno giocato ruoli determinanti per gli smaltimenti illeciti di rifiuti tossici. Province dove sono accertati i "locali" della 'ndrangheta, da Ventimiglia a Savona, da Genova a Lavagna...
Un capitolo mai pienamente chiuso è quello, ad esempio, della Rifiuti Connection dei primi anni Novanta, che vedeva noti "imprenditori" al fianco di pericolosi soggetti legati alla 'ndrangheta, come i Fazzari - Gullace. Una cava nella ridente località turistica di Borghetto Santo Spirito, nel savonese, venne scoperta con oltre 12 mila fusti tossici. Altri 40 mila fusti vennero indicati, agli inquirenti, occultati nel levante genovese, nell'altra ridente terra di turismo e massoneria, il Tigullio, non sono mai stati cercati e potrebbero essere sepolti in quella che è divenuta una bomba ecologica innescata ed ancora inesplosa, tra le gallerie dell'immane ex Miniera di Libiola, sulle alture di Sestri Levante.
E' a La Spezia che operava il boss Iamonte per riempire le navi da affondare... è qui che è pesante ed accertata, ancora una volta, la presenza di Cosa Nostra proprio nel settore portuale... e sempre da qui passava la rotta dei rifiuti derivanti dalle bonifiche di Seveso, che paiono ancora stoccate tra capannoni nella zona di Garlasco ed in alcuni lungo le banchine di La Spezia. E' qui che vennero provati i missili "penetretor" della banda di Comerio per sparare nei fondali marini le scorie tossiche. E' qui che recentemente un Gabriele Volpi, campione dello sport, anche lui con notevoli affari e traffici lungo le rotte con l'Africa, ed al centro di molteplici inchieste giudiziarie, ha avuto qualche banchina in concessione proprio in questo porto dell'estremo levante ligure.
Un panorama devastante dove le società di famiglie di mafia da quelle dei Fazzari-Gullace, su tutti la Sa.Mo.Ter. a quelle dei Fotia con la Scavo-Ter - entrambe già in rapporto con le società Mamone -, vedono assecondare le loro iniziative per adibire le cave a "discarica" da parte della dirigenza del settore ambiente della Regione Liguria, sempre il settore cave, sempre quella dott.ssa Minervini che era già stata indicata dalla Guardia di Finanza alla Procura di Genova tra i soggetti che, sulla partita dell'ex stabilimento "killer" della Stoppani, hanno operato per agevolare i Mamone, amici, ad esempio, del potente presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. Fatti le cui responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni sono pesanti e che vedono reggere il ruolo di assessore all'ambiente della Regione Liguria quell'uomo che pare un perenne distratto, ovvero Franco Zunino, già responsabile del procedimento - nella veste di funzionario comunale di Celle Ligure - relativo all'appalto irregolare alla società Co.For. dei fratelli Guarnaccia (colpiti da arresto e sequestro, da parte della DDA di Reggio Calabria, dei beni in quanto esponenti della 'ndrangheta impegnata nell'infiltrazione negli appalti pubblici, con l'operazione Arca).
Questa è la Liguria che ora, grazie anche alla linea del Governo Berlusconi, su impulso del "sovrano" imperiese e ministro della Repubblica, Claudio Scajola, sempre in tandem con Claudio Burlando, punta sul business del nucleare, pronta, sul nastro di partenza, per divorare la sua buona fetta di affari.
venerdì 1 gennaio 2010
Mazreku esprime nuovamente comportamenti mafiosi.
Nell'articolo pubblicato il 24 dicembre su "Il Nuovo Levante", di cui qui sopra è riportata la copia, si legge tra virgolette un avvertimento al comune di Lavagna:
In merito al comportamento del comune Mazreku dice che deve attenersi: "all'osservanza dei principi di correttezza e buona fede, astenendosi da comportamenti intenzionali o colposi che arrechino pregiudizio alla posizione giuridica della società concessionaria".
L'articolo nasceva come naturale conseguenza al precedente, distribuito il 18 dicembre, nel quale, come è naturale, l'assessore Armanino - non potendosene sottrarre - esprimeva un concetto assai semplice riferito alla proprietà della società di gestione, ed in particolare alla combinazione Pubblico/Privata.
Tale posizione, che vide i rappresentanti locali del Pdl esprimersi apertamente in un convegno tenuto a Lavagna, in Sala Rocca, è la medesima riportata nel progetto del Gruppo Zena e fortemente contestato da Mazreku.
Qui sotto l'articolo del 18 dicembre
Chi conosce la storia del porto, dell'assenza totale degli interventi doverosi della magistratura chiavarese e dello stato di disordine legale generato dall'attività della coppia Mazreku/Dotti, non può che ravvisare una evidentissima attività di "spregiudicatezza amministrativa" che, così come affermato più volte dal Procuratore Anna Canepa, della DNA, è stato il tratto comportamentale delle associazioni mafiose.
Questa spregiudicatezza ha seguito l'intero iter della gestione del porto del Mazreku sino dal 1999; il comune di Lavagna ha perennemente subito questa infiltrazione con le debolissime forze di contrasto che gli sono proprie.
Evidentemente, oggi, il problema è di enti sovraordinati e della direzione generale del ministero degli Interni, cui viene inviata una dovuta comunicazione.
mercoledì 23 dicembre 2009
La lettera inviata oggi agli uffici regionali
martedì 1 dicembre 2009
Il Presidente della Regione risponde
lunedì 30 novembre 2009
Da cinque giorni il presidente di regione Burlando ha "interrotto" i rapporti con Facebook...
Questa mattina compare questa nostra richiesta:
Caro presidente, sono ancora in attesa di una tua cortese risposta a quanto ti ho chiesto il 26 scorso.Molte persone, con me, sono in attesa di quanto.Grazie, buon lavoro.
3 minuti fa · Commenta ·
E questa era la richiesta, disattesa, inoltrata appunto cinque giorni fa:
Caro presidente, potremmo avere una tua presa di posizione sulla arcinota vicenda del Porto di Lavagna ? Potresti leggerti qualche cosa all'indirizzo http://portodilavagna.blogspot.com/ e poi rilasciare qualche dichiarazione.
Eri ministro delle infrastrutture quando iniziarono i conflitti e dovresti ricordarti qualche cosa. Si sta distruggendo tutto quanto di salvabile è rimasto.In attesa di una risposta, possibilmente da presidente di giunta regionale, ti auguro buon lavoro.
a.p. 26 novembre alle ore 8.42 · Commenta ·
Aspettiamo ancora qualche giorno, poi glielo chiederemo personalmente.