Con una dimostrazione di efficienza, non consueta da "queste parti", il tribunale di Torino ha dato il via alla procedura di acquisizione degli elementi documentali riguardanti la denuncia presentata in quella sede, per quanto attiene ai comportamenti penalmente rilevanti messi in atto da elementi della magistratura appartenenti al tribunale di Chiavari.
domenica 28 settembre 2008
Il tribunale di Chiavari e quello di Torino
Con una dimostrazione di efficienza, non consueta da "queste parti", il tribunale di Torino ha dato il via alla procedura di acquisizione degli elementi documentali riguardanti la denuncia presentata in quella sede, per quanto attiene ai comportamenti penalmente rilevanti messi in atto da elementi della magistratura appartenenti al tribunale di Chiavari.
mercoledì 3 settembre 2008
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.......La sentenza sulla diga, l'ardesia e altro ancora
E' incredibile, ma dopo ben tre consecutive richieste e due rigidi ed espliciti rifiuti, il giudice: dott.ssa Antonella Bernocco, ha concesso - finalmente ! - la copia di una sentenza della repubblica italiana che recita, come sempre: IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.
Sorge la necessità di porre un quesito al ministro Alfano che dichiara di essere intento alla "sistemazione" dell'apparato giudiziario:
come è mai possibile che un signore o una signora di nazionalità italiana - per ora - che di mestiere produce sentenze nell'estensione delle quali dichiara di fare ciò IN NOME DEL POPOLO ITALIANO possa mai permettersi di negare il rilascio di una copia ad uno qualsiasi dei soggetti in nome dei quali viene espresso il giudizio.
Questo è un fatto di una gravità esemplare che dimostra come alcuni magistrati ritengano di essere annoverabili in un gruppo di soggetti che si astrae completamente dall'essenza dello Stato, per farvi poi rientro, a loro gradimento e discrezione, quando ne hanno la necessità.
Questo è un fatto accaduto proprio in quel tribunale in cui, nel settembre dell'anno scorso - il giorno 7 e seguenti - il procuratore capo Carli dichiarava alla stampa di <<non poter dare giustizia ai cittadini>>, così come si può leggere nei postati di questo sito pubblicati all'epoca.
Questo è quello che può accadere al tribunale di Chiavari, nel quale si spera, con l'arrivo del nuovo presidente di fresca nomina, di poter raggiungere dei livelli di "soddisfazione diffusa" all'interno di quella categoria sociale - i cittadini - ai quali è dovuta risposta efficace ed efficiente in un tempo generalmente definibile "giusto"!
Ecco quindi la "sentenza negata due volte".......


Le conclusioni del giudice, portano alla definizione certa di reato e sanciscono le pene di arresto e le multe dei condannati.
Evidenziano la cessione di rifiuti per realizzare la pista della diga (lunga un chilometro e larga sei metri ) e conferma che i lavori pagati dai "proprietari superficiari" delle porzioni condominiali del porto di Lavagna, sono stati realizzati in maniera tale che: <<...ritenute le fattispecie criminose di cui all'art................stante la evidente unicità del disegno criminoso...stimasi equa, per ......>>.
Consentono di rilevare la totale e indiscutibile titolarità della qualifica di danneggiati per i succitati "proprietari superficiari" che sono poi, in sostanza, coloro che hanno pagato i 25.000.000.000 circa, di lire, per la più grande discarica a mare mai realizzata nel Tigullio.
Una domanda si avanza ora con forte impatto: IL SINDACO DI LAVAGNA, CHE CHIESE RIPETUTAMENTE IL DISSEQUESTRO DEL CANTIERE, ERA RESPONSABILE DEI CONTROLLI ? SEMBREREBBE DI SI !
Altra domanda: la provincia di Genova cui spetta il controllo e la regolamentazione del movimento dei mezzi d'opera - quelli che hanno fatto le migliaia di viaggi dalle aree di discarica al porto - hanno responsabilità ? SEMBREREBBE DI SI !
E la Regione, che "trovò il modo" di eludere le procedure di VIA, quindi eliminando, di fatto, il sistema del controllo ????
Quante sono le sue responsabilità ?
Poi però.............. appare il quesito più sciocco e, come sempre, il più importante:
chi ha stabilito il contatto tra gli ardesiaci detentori di milioni di tonnellate di rifiuti e la società committente Porto di Lavagna ?
Quale è stato il suo guadagno ?
martedì 2 settembre 2008
Ripresa post-feriale
Domani riprende la pubblicazione sullo spazio di Portoilavagna.
Ci saranno molte interessanti novità.
domenica 3 agosto 2008
Il solito vizio della Porto di Lavagna spa
LAVAGNA
Carabinieri in porto, denunce e sequestri Gli uomini del Nucleo Operativo Ecologico ipotizzano lo stoccaggio abusivo di rifiuti pericolosi in un’area della diga
LAVAGNA. Guai in porto a Lavagna, dove la Procura di Chiavari ha aperto un’indagine per stoccaggio abusivo di rifiuti pericolosi. Si tratta dei materiali di risulta della demolizione dello scivolo di alaggio, cominciati nelle scorse settimane per realizzare una nuova vasca. Quattro le
denunce del Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri), che venerdì hanno sequestrato l’area in cima alla diga foranea dove sono stati depositati i materiali, i materiali stessi, le attrezzature utilizzate per movimentarli e trattarli. L’ipotesi di carabinieri e Procura è che i rifiuti
dello scavo fossero stoccati in maniera irregolare, ovvero con l’autorizzazione dei vertici della Porto di Lavagna, ma senza i necessari permessi della Provincia.
«I rifiuti non sono stati stoccati ma semplicemente depositati in un’area del porto, nell’ambito del cantiere, in attesa di venire conferiti regolarmente in discarica», dichiara Marco Delucchi Baroni, avvocato di fiducia di una delle persone denunciate. I Noe hanno rilevato anche il fatto che i
materiali inerti fossero stati messi a scolare,per separare la parte solida da quella umida, e ha sequestrato anche la cisterna dove confluiva l’acqua.
«Anche questo un atto propedeutico allo smaltimento», rileva ancora Delucchi Baroni. Ma econdo i Noe, che si richiamano alla legge sullo smaltimento dei rifiuti, le operazioni eseguite
in porto non erano regolarmente autorizzate. «Siamo totalmente estranei alla vicenda dichiara
l’ad del porto, Roc Jack Mazreku Non è la prima volta che veniamo accusati di cose che non abbiamo fatto, e posso immaginare che da qualcuno sia partita una segnalazione. Ricordo
che il processo per la presunta discarica abusiva di ardesia è finito con l’assoluzione della Porto di Lavagna, dichiarata estranea ai fatti».
Che coraggio !
Ogni volta che accade qualche cosa dentro il porto, il Mazreku non sa nulla !
Come mai questa volta non ci dice qualche cosa anche l'onnipresente Bongiorno Gallegra ?
Per fortuna che mancano solo 90 giorni al 3 novembre; in quella data il giudice Davini avrà finalmente davanti agli occhi quei documenti nei quali c'è scritta tutta la verità sulla diga: il primo, il secondo ed il terzo inquinamento......!
lunedì 21 luglio 2008
Il senatore Castelli scrive al SECOLO XIX e "scopre" la distruzione dell'economia che doveva derivare dalla nautica
ROBERTO CASTELLI
Egregio direttore,................................................................
Trasferiamoci ora dall’altro capo del Golfo dei poeti. Mi sono fermato sulla banchina del porto di Portovenere, così multicolore e caratteristica. Avrei voluto dire ad ammirare il canale che separa il paese dalla bellissima isola Palmaria,ma non posso dirlo perché la mia vista era bloccata da una serie di condomini bianchi, che ad una più attenta osservazione si sono rivelati essere mega ferri da stiro stazionanti, meglio dire occupanti, il molo sud del porto.Non sono certo tra quelli che dicono che i ricchi devono piangere, anzi penso che la ricchezza, se raggiunta onestamente, sia il giusto premio della operosità, della intelligenza e della genialità. Faccio un discorso esclusivamente estetico e culturale: cosa c’entrano quei plasticoni con il contesto di Portovenere, con quel magnifico caos multicolore rappresentato dalle barche da pesca piccole e grandi, dalle reti e dall’allegro andirivieni del resto del porto? Nove barche nove occupano mute e silenziose uno spazio che in altri tempi era occupato da ben più numerose imbarcazioni. Oltretutto mi diceva un commerciante del porto che dalle barche più piccole che una volta lo frequentavano scendevano diportisti che animavano la banchina e facevano anche acquisti. Mentre queste sono frequentate praticamente solo dagli equipaggi per la manutenzione.Mi risulta che il concessionario del porto sia il comune di Portovenere. L’invito che mi sento di fare è di ripensarlo per quello che esso è: una parte integrante del contesto paesaggistico e culturale del luogo, che deve essere omogeneo alle caratteristiche di un sito che ha pochi eguali al mondo, e non uno specchio d’acqua da offrire al migliore acquirente.
Cordiali saluti.
ROBERTO CASTELLI Senatore Lega Nord, eletto in Liguria
giovedì 10 luglio 2008
Il "Turismo nautico è in mano alla provincia" sarà meglio prepararsi al peggio , DOPO I FALLIMENTI DI PROMOPROVINCIA E DELL'EXPOFONTANABUONA!!
Nasce l’Osservatorio di nautica e turismo
Troverà posto nell’area del porto antico.«Diporto sottovalutato.È arrivato il momento di valorizzare l’intero settore»
GENOVA. «La nautica da diporto sostiene il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto è in forte crescita. E’ un settore chiave per il futuro del turismo ligure e non solo. Ma nessuno è mai riuscito a valutarne l’impatto sull’economia». (ALLORA CI PENSA LUI !!!!) )
Per misurare il ritorno economico della nautica da diporto nasce l’ Osservatorio nazionale del turismo dell’acqua e della nautica, presentato ieri da Repetto, insieme al presidente di Ucina, Unione nazionale cantieri industrie nautiche e affini, Anton Francesco Albertoni, e due economisti dell’Università di Genova, Claudia Burlando e Gian Marco Ugolini.
Provvisoriamente ospitato presso l’Accademia italiana della marina mercantile, in attesa della sua nuova collocazione in una palazzina del porto antico, l’Osservatorio verrà cofinanziato dalla Provincia e da Ucina, e si avvarrà della collaborazione del Diem, dipartimento universitario di economia e metodi quantitativi,e del Cersit, centro di ricerca dell’università per l’innovazione e lo sviluppo del turismo.
Gian Marco Ugolini, direttore del Cersit: «Compito dell’osservatorio sarà quello di fornire, alle istituzioni, dati indipendenti e scientificamente testati. Ogni anno produrremo un rapporto completo su tutta la realtà italiana,e un altro rapporto più agile, da noi battezzato cruscotto. A questa attività di ricerca vanno aggiunte le consulenze che forniremo ai nostri futuri committenti». Il lavoro, coordinato dai professori Ugolini e Burlando, verrà in gran parte svolto da due ricercatori di provenienza universitaria, un geografo e un economista, che saranno a libro paga dell’osservatorio.
«La nautica da diporto italiana spiega Anton Francesco Albertoni è passata in dieci anni da 600milioni a 3miliardi di fatturato. Ma per sostenere tutte le politiche di sviluppo che il nostro settore può originare, creando valore aggiunto e occupazione, dobbiamo dimostrare scientificamente il valore dell’indotto a valle generato oggi dal turismo nautico.
Per questo abbiamo deciso di investire nell’osservatorio». Il neo nato osservatorio vuole insomma essere un centro di studi e consulenze altamente specializzato, e di respiro nazionale. «Abbiamo già stretto rapporti con le università di Palermo e Catania spiega Ugolini e, all’estero, con la Michigan Univerity ».
L’osservatorio, spiega Repetto, contribuirà a «conoscere meglio il turista ,a quale vanno offerti servizi non solo sulla costa, ma anche all’interno: ristoranti, alberghi, campi da golf». Servizi che oggi scarseggiano. «In Italia, così Albertoni, abbiamo un’offerta che non riesce a soddisfare la domanda. I nostri posti barca sono il 40% in meno di quelli francesi, e sono sempre strapieni».
Bravi, mentre la nautica si sviluppa in maniera sorprendente, il comparto turistico a terra crolla !
Chissà se questi signori sono mai stati al porto di Lavagna ?
Sarebbe bene che Repetto, prima di cacciare via danaro dei contribuenti finanziando dei nullafacenti accademici, si facesse un giretto proprio in porto e vedesse qual'è la situazione dei posti "introvabili"!
NOTA DI REDAZIONE:
Un' osservazione importante va fatta sulle dichiarazioni del prof. Ugolini che esplicita lo "scopo" del suo lavoro quale quello di :<<fornire, alle istituzioni, dati indipendenti e scientificamente testati. !!>>
Prof Ugolini, ma di che parla ?
Lei è finanziato da coloro ai quali dovrà dare risposte e si dichiara "indipendente" ?
Dove pensa che abbiamo riposto il cervello ? Nella stalla ?
Sia almeno gentile con noi cittadini: si prenda i soldarelli pubblici che le elargisce graziosamente il sig. Repetto, ma almeno taccia !!
Farebbe una figura certamente meno ridicola!
Ma l'Italia doveva cadere così in basso ?
lunedì 7 luglio 2008
Dal SecoloXIX Il porto di Lavagna non manca mai di stupire !
Rischio cemento a Levante
Un intero capitolo, nel cuore del libro, dedicato ai porti di Lavagna e Sestri Levante. Ma non sono casi isolati: le colate di cemento- villette e condomini, box e porticcioli- sono già arrivate o sono lì, minacciose, pronte a riversarsi anche a Recco, a Zoagli, a Santa Margherita, a Portofino. La paura, è una ri-rapallizzazione, termine che più di ogni altro dà l’idea dello scempio, di un luogo sventrato dal cemento dell’uomo e delle operazioni immobiliari. Un termine, ri-rapallizzazione, che appare già nella prefazione-illustre- del noto giornalista Marco Travaglio, come sorta di biglietto da visita, di porta di ingresso nel viaggio in questa Liguria, in questo Levante dilaniato dal cemento. Perché c’è molto Levante, nei tre milioni di metri cubi di nuove costruzioni denunciate nel libro-inchiesta “Il partito del cemento” (edizione Chiarelettere), scritto dall’inviato del Secolo XIX Ferruccio Sansa e dal giornalista della Repubblica Marco Preve.
Partendo dai due casi di Lavagna e Sestri Levante e dei loro porti. <<Il porto di Lavagna è uno dei più grandi porti turistici del Mediterraneo con 1.600 ormeggi, una previsione di ulteriore sviluppo, un giro di affari plurimilionario e una contraddizione da Guinness dei Primati: non è ancora stato collaudato. E chi lo deve collaudare?>>
A FINE ESTATE LA RISPOSTA DEFINITIVA !