mercoledì 17 giugno 2009

L'analisi del voto e la questione del porto.

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Il risultato elettorale concede a Vaccarezza la possibilità di fare altri cinque anni di "amministrazione demaniale" in subdelega dalla Regione Liguria.
I prossimi cinque anni saranno per Vaccarezza una vera trappola, infatti
dovrà gestire i difficilissimi rapporti col porto senza il "materasso" MORDINI !
Mordini, completamente sconosciuto alla tornata elettorale del 2004, ha ottenuto oggi, dopo cinque anni di amministrazione demaniale sul porto, esattamente la metà dei voti del 2004!
Quale la ragione tra le tre di seguito elencate ?

1) Ha gestito talmente male gli "affaracci" del porto da essere fortemente punito !

2) Nella tornata del 2004 Vaccarezza e Armanino lo hanno "spinto assai" perchè uscisse eletto, così da potergli poi scaricare la responsabilità del porto e questa volta non lo hanno fatto votare perchè è compromesso nell'indagine della procura di Chiavari sulla vicenda del danno erariale collegato alla "malagestione" del porto.

3) Si è ribellato alla turbolenta vicenda, che lo vede vittima delle pericolosissime scelte di Armanino e Vaccarezza delle quali lui pagherà un prezzo altissimo.

Certo che farebbe bene a dire qualche cosa, almeno per rispetto della sua persona e della sua "onorabilità politica"!

Questi volpacchiotti di Vaccarezza e Armanino sono riusciti a deviare voti su tutti, anche su quelli di altre liste.

Perchè non hanno fatto votare MORDINI ?

lunedì 1 giugno 2009

Un necessario chiarimento sul "Protocollo sul Porto".



La giunta comunale ancora in carica ha inteso dare una soluzione al problema del porto di Lavagna annunciandone "trionfalmente" i contenuti.
La spiegazione fornita in occasione delle due presentazioni, quella "corposa" del novembre 2007 e quella "monca" del mese in corso, è rimasta la medesima: FARE CASSA SUGLI UTENTI E NULL'ALTRO!
Chiunque fosse dotato di un minimo di possibilità di "leggere tra le righe" comprenderebbe bene che si è prodotto un documento inutile, anzi dannoso per la città, solo per far ripulire le tasche degli utenti del porto di circa 50 milioni di euro in cambio di un probabile prolungamento della concessione - ancora sub judice - di altri 35 anni.

La città di Lavagna non avrebbe altro che un carico di oneri incredibile ed insostenibile che andrebbe ad aggiungersi alla pesante situazione debitoria attualmente registrata dalle casse comunali.
-Una passeggiata pedonale inutile poichè esageratamente lunga, priva di motivi di interesse a percorrerla e di servizi che ne diano sollievo a chi volesse "imprudentemente" affrontarne il percorso.
-Una "anonima costruzione polivalente" pomposamente denominata "club house" che andrebbe a raccogliere i risultati di un turismo improvvisato quale è quello di Lavagna, i cui cittadini hanno ormai rinunciato a chiedere progetti qualitativamente elevati.
-Una "sovrapiastra" che andrebbe a distruggere le poche risorse economiche del comune, cui spetterebbe la manutenzione, certi - come possiamo già essere - che la qualità dei lavori del committente Mazreku saranno allo stesso livello di quelli della diga di sopraflutto che già oggi, a distanza di soli due anni, hanno mostrato ampi e diffusi colassamenti ben visibili a chiunque.
-Poi, ultima chicca, chiunque osservi lo stato di degrado dell'area confinante con la sovrapiastra (case abbandonate e diroccate in quantità) può autonomamente darsi una dimensione di che cosa sarebbe il porto se mai il demenziale progetto prendesse corpo.
Ogni cittadino europeo può accedere agli atti e esprimere osservazioni entro il 6 luglio prossimo presentando i documenti alla Polizia Municipale.
I documenti progettuali e di accompagnamento sono disponibili in comune di Lavagna a semplice richiesta.
Gli utenti rischierebbero l'ennesimo "bagno" dovendo cacciare fuori l'intera somma per opere di totale inutilità e di ulteriore riduzione del valore delle singole proprietà superficiarie.
Mazreku farebbe cassa e alzerebbe "le vele" allontanandosi da Lavagna dopo aver ceduto il porto ad un terzo acquirente.
La città di Lavagna vuole il porto nella piena efficienza e nella totale disponibilità per rivalutarne le componenti e rilanciarne la presenza determinante nel comprensorio per un progetto di turismo qualitativamente elevato come è naturale che sia orientata l'area.
In tale prospettiva il prolungamento della concessione sarebbe utilissimo alla città e agli utenti che avrebbero, oltre l'allungamento della disponibilità dei beni anche una conseguente ed immediata rivalutazione.
La debolezza delle scelte dell'amministrazione comunale è la trappola nella quale potrebbe cadere il comprensorio.
L'attenzione ai problemi del porto è il principale indicatore della scelta da esercitare alle prossime elezioni comunali del 6/7 giugno.
La responsabilità del cittadino/elettore non è mai stata così grande; ogni conseguenza di una scelta sbagliata ricadrà su di lui e sul comprensorio.

mercoledì 27 maggio 2009

Il "protocollo" della coppia Mazreku/Vaccarezza

Durante la manifestazione fieristica tenutasi nei tendoni eretti sulla sovrapiastra del porto, il sig. Mazreku, in presenza del sindaco Vaccarezza e del delegato Mordini, ha tentato di convincere i presenti della bontà del progetto.
Ha faticato non poco, cercando di essere credibile, ed ha suscitato contestazione a causa della sua scarsa capacità a dibattere.
Il nervosismo era palpabile anche nel comportamento di Mordini ed in quello di Vaccarezza che si è "salvato" non potendo prendere la parola a causa delle prossime elezioni nelle quali tenta un'improbabile riconferma.
Sostanzialmente si è trattato di una brutta figura.
Vale però la pena di comprendere meglio il progetto sul quale ogni cittadino italiano ha il diritto di presentare osservazioni fino al 6 luglio prossimo, consegnandole alla Polizia Municipale di Lavagna.
Quando l'accoppiata Mazreku/Vaccarezza iniziò a progettare una soluzione per il porto si prendevano in considerazione opzioni assai forti;
si trattava di opere effettivamente modificatrici dell'attuale situazione che tutti coloro che conoscono il porto definiscono critica.
Il porto necessita di un grande piano industriale direttamente collegato al retrostante territorio con estenzione fino a Santo Stefano d'Aveto.
Il porto necessita di tutte le soluzioni già note e di quelle sostanzialmente innovative che proiettino l'area verso un turismo di eccellenza che abbia nel porto il luogo di raccolta e ospitalità.
Questi amministratori, politicamente invisibili e progettualmente incapaci, hanno deviato verso una soluzione demenzialmente distruttiva che si risolve in una lunghissima passeggiata realizzata sul masso di coronamento che potrà essere utilizzata raramente e da ben poche persone a causa della inesistenza di punti di interesse e di ricovero/ristoro.
Hanno poi individuato nella sistemazione della sovrapiastra da destinare a utilizzo pubblico il secondo punto "forte" del progetto, trascurando quanto costerà al comune mantenerla in stato di efficenza, soprattutto in considerazione dello stato di abbandono in cui versano già quasi tutte le aree a destinazione ricreativa/ludica del territorio lavagnese.
Hanno composto quindi un repertorio di sciocchezze progettuali che andranno totalmente a carico e a danno degli utenti del porto che sarebbero costretti, in caso di approvazione del progetto, a pagare quei 50 milioni di euro necessari alla realizzazione.
Il gestore albanese del porto, sig. Mazreku, ringrazia già la giunta Vaccarezza per il "dono" dal quale potrà lucrare milioni attingendo alle casse degli utenti con la ben nota "contabilità segreta" che ha caratterizzato la gestione del porto.
Sostenere che la popolazione di Lavagna e gli utenti del porto saranno danneggiati fortemente dal progetto è quindi assai normale.
Resta poi la pesantissima incognita rappresentata dalla certificazione antimafia del Mazreku che deve essere concessa dagli organi europei così come la VIA.
E' evidente supporre che la contestazione organizzata dagli utenti, vittime di un progetto dannoso, non si farà di certo attendere.
La colmata, poi, chiude in farsa tutta quanta l'opera "progettuale" della giunta Vaccarezza.
Dice Vaccarezza che la colmata serve a salvare il posto di lavoro degli operai del "Cantierino".
Si convincano Vaccarezza, e il suo vicino Lavarello, che l'unica soluzione percorribile è quella di non chiudere i cantieri di Riva e collocare laggiù anche quelli di Lavagna liberando l'area di via dei Devoto da tali manufatti e realizzando una continuità con il porto che manca alla città.
Si convincano anche come solo un depuratore comprensoriale collocato in Fontanabuona può garantire turismo di livello alto e ricchezza d'area estendibile anche ai confinanti.
Si convincano infine che i cosiddetti "posti di lavoro", tanto cari alla loro indole demagogica, si realizzano creando ricchezza e non certo riducendola con i "regali faraonici " fatti all'albanese Mazreku che non paga ICI e non paga concessione e neppure ogni altra sorta di tributo minore a differenza dei cittadini che pagano persino con aggravio in caso di ritardo.
Non bisogna mai dimenticare lo "scandalo" dell'assegno versato nelle casse del comune, in occasione dell'annuncio del "Protocollo del Porto" che corrispondeva si e no ad un 6% dei tributi dovuti al comune.
Quando mai ad un cittadino è stato riservato un simile trattamento ?

sabato 4 aprile 2009

La diga, l'inquinamento, il processo, la farsa...Vaccarezza e Mazreku in accordo ?


Così come tutti sanno, per arrivare al dibattimento processuale occorre che la Procura fornisca le prove scaturite durante le indagini.
Meno persone sanno che le indagini, e la loro puntuale esecuzione, sono l'elemento determinante del risultato positivo di un procedimento.
Quasi nessuno sa che basta "frodare" durante le indagini ed il processo diviene un fatto teatrale di nessuna utilità al fine di "dare giustizia" intesa come quel senso di restituzione che sarebbe poi il fine di quell'apparato disciplinare che "dovrebbe" essere autonomo.........
Nella vicenda della diga e delle nefandezze prodotte in termini ambientali ed economici, una parte rilevante l'hanno avuta il sindaco Giuliano Vaccarezza e il gestore del porto R.J. Mazreku.
Appare scontato leggendo le carte, che il primo dei due, caricato delle due responsabilità di Sindaco e Subdelegato Demaniale, abbia assunto una posizione molto difforme da quella prevista dalle norme.
L’elemento psicologico del reato è costituito dal dolo specifico in quanto, oltre alla coincidenza tra il voluto ed il realizzato, sussiste lo scopo ulteriore di ingannare l’autorità giudiziaria.
Quindi, la ragionevole conseguenza è la seguente:



giovedì 2 aprile 2009

Finalmente è uscito il documento che inchioda la "coppia" Mazreku e Vaccarezza !




Il contrammiraglio Raimondo POLLASTRINI ha firmato il documento fondamentale e vincolante per i lavori alla diga del porto di Lavagna.

In quel documento, dopo le premesse, egli fissa le condizioni, la prima delle quali recita:
- Il sig. MAZREKU R.J. amministratore unico della Porto di Lavagna spa, richiedente l'autorizzazione, assume piena responsabilità civile e penale per ogni fatto derivante dalle operazioni oggetto della presente.

--Questo documento era nella piena disponibilità del sindaco Vaccarezza quando ha chiesto il dissequestro della diga.
--Questo documento non è stato consegnato dal sindaco Vaccarezza alla procura di Chiavari.
--Con questo documento il sindaco Vaccarezza si doveva costituire parte civile contro Mazreku che aveva inquinato il mare del Tigullio.
--Con la intenzionale azione di nascondere tale documento il sindaco Vaccarezza si è assunto ogni responsabilità nei confronti dei cittadini dell'intero Tigullio.
--A Chiavari si è tenuto un processo farsesco nel quale l'avv. Antonino Bongiorno Gallegra ha potuto chiedere l'annullamento della responsabilità di Mazreku poichè nessuno aveva prodotto il documento che lo avrebbe incastrato alle sue responsabilità.

Questo è ciò che avviene a Lavagna da quando la giunta è succube di un patto scellerato a danno della popolazione !!

venerdì 13 marzo 2009

La doverosa informazione ai cittadini e agli utenti del porto





La città di Lavagna proporrà una nuova amministrazione nel prossimo mese di giugno.

In tale occasione i cittadini, attraverso il voto, esprimeranno la loro scelta che dovrebbe essere "consapevole"!

Perchè accada questo è necessario che i cittadini conoscano i fatti riguardanti il primo e più grande problema della città: il porto e la sua società di gestione
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La stampa locale propone delle "veline" dettate dall'ufficio stampa di Vaccarezza e quindi è priva di ogni credibilità e sono ormai molte le persone che se ne sono avvedute.

Il nostro compito è quello di affermare le verità, sia sulla "strada" che nelle aule di tribunale......................ad ognuno il suo!!



mercoledì 25 febbraio 2009

La diga, il danno economico, il danno ambientale.




E' stata spedita alla Porto di Lavagna spa la doverosa raccomandata di "messa in mora" avente ad oggetto la restituzione delle cospicue somme pretese dagli utenti del porto per le spese di "manutenzione straordinaria" della diga di sopraflutto.

La richiesta di ripetizione dell'indebito si appoggia sul dettato della Suprema Corte laddove essa ha preso posizione su tre distinte questioni in materia di indebito oggettivo: l’una riguardante la rilevanza del titolo che ha motivato il pagamento e implicitamente l’irrilevanza dell’errore del solvens, la seconda relativa all’onere della prova gravante sull’attore in ripetizione e l’ultima concernente il modo in cui la prova dell’inesistenza del titolo viene a delimitare l’ambito della prova negativa.
Le tre posizioni della Suprema Corte testè citate sono perfettamente rappresentate, con sostanziale evidenza, proprio nella vicenda del Porto di Lavagna.
Spiace dover dire che la pubblica amministrazione, nella persona del sindaco Vaccarezza, abbia trascurato di riconoscere la sua gravissima responsabilità espressa attraverso il sollecito e pressante richiamo alla necessità di dissequestrare il cantiere per inesistenti e inopportune ragioni di generica "sicurezza".

La responsabilità, che in questo caso è personale, verrà invocata in un separato giudizio atto a richiedere la rifusione del danno al sindaco di Lavagna.
Danno patito dai cittadini di Lavagna ed anche di tutto il comprensorio del Tigullio.

Non appena sarà restituita la cartolina di ritorno, e quindi si avrà la certezza dell'avvenuto ricevimento, verrà pubblicata in questo sito la lettera di messa in mora.