martedì 17 giugno 2008
Intervista o "PROPAGANDA ELETTORALE" ?
Sul menabò compare un'intervista al sindaco Vaccarezza realizzata da Pagliettini che si può leggere all'indirizzo www.tigullionews.it.
In particolare, per quanto riguarda il porto, vale la pena di leggere quanto scrive il sig. Marco di Lavagna che ci invia il "commento" che ha inoltrato al menabonews, eccolo:
Da marco m. - Lavagna
Vi allego il commento che ho inviato poch'anzi al menabò, potete pubblicarlo ?
Nell'intervista Vaccarezza dice:
"E’ bene ricordare che il porto di Lavagna doveva essere ultimato in 36 mesi e che dopo trent’anni invece non è ancora collaudato completamente."
e poi, ancora più avanti ribadisce:
".. prima arrivare a completare quanto serve ad addivenire al collaudo definitivo..."
Insomma, insiste sul collaudo ed allora qui qualche cosa non funziona:
1) In tutte le sedi l'amministrazione, attraverso Vaccarezza, Mordini, Armanino ha sostenuto che il porto è collaudato e così pure asserisce il gestore.
2) Se è vero invece che non è collaudato, come mai Vaccarezza ha rifiutato la commissione interministeriale ed ha innestato quella puerile polemica fatta di corrispondenza, agli atti del tribunale, nella quale egli irride le funzioni della giustizia negando un ordine del Consiglio di Stato ?
3) Perchè dichiara che:".. l’amministrazione comunale allora in carica decise di affidare la concessione alla Porto di Lavagna." Sapendo che al protocollo del comune esiste la documentazione che dimostra esattamente il contrario ?
Perchè Pagliettini non glielo chiede ?
Le interviste sono utili quando rilevano fatti precisi e documentati; in caso contrario vanno intitolate: propaganda elettorale !
Grazie se vorrete prendere atto di quanto sopra.
Definire un'intervista quelle righe corredate di foto del sindaco di Lavagna appare molto azzardato!
Ha ragione il sig Marco: è proprio propaganda elettorale !
Potremmo aggiungere ulteriore commento all'intervista, in merito a fatti che il lettore Marco non conosce, che aggravano ulteriormente le dichiarazioni di Vaccarezza con riferimento ad altre questioni, correlate al porto e citate sul menabò, ma..........saranno oggetto di altri interventi !
giovedì 12 giugno 2008
Ecco il verbale del 6 giugno - Giudice Davini, causa Porto spa/Pescino
Ognuno può così leggere il documento che, presumiamo, la Porto di Lavagna spa non avrà certamente affisso in bacheca!
E di sicuro interesse, per gli studenti di diritto, leggere il testo con molta attenzione.
Compare una nuova figura professionale: l'avvocato "Analogico".
Tale figura comporta che un legale, in questo caso il Bongiorno Gallegra, provi ad indirizzare il comportamento e la successiva decisione di un giudice attraverso quel principio talvolta usato nell'ambito scientifico da chi non ha materiale dimostrativo, perchè portatore di "sapere carente" : l'analogia.
Dice infatti l'avvocato Gallegra : siccome il tribunale di Roma ha condannato il quotidiano Repubblica e siccome il tribunale di Genova giudicherà il 28 ottobre la Badinelli ed il direttore Vaccari, entrambi del SECOLO XIX, perchè hanno riportato il contenuto di un volantino dell' ORAS, appare ANAL-OGICAMENTE corretto che il giudice Davini condanni Pescino.
Che dire ? Sarà stato il caldo e la ressa che c'era in udienza, ma Gallegra appare alquanto "annaspante".
Leggere con attenzione il provvedimento descritto nella seconda pagina e prepararsi a ridere di gusto quando si terrà l'udienza del 3 novembre è un tutt'uno!

sabato 7 giugno 2008
Finalmente, dopo tanta attesa, si scoprono le carte !
Ieri mattina, venerdì, il giudice Davini - del tribunale di Chiavari - , ha dato il via alla contesa giudiziaria che segnerà la fine della Porto di Lavagna.
Spiegheremo ora perchè questo accadrà, e lo faremo nell'interesse della società che gestisce il "condominio del porto".
L'avv. Bongiorno Gallegra, delegato all'azione giudiziaria, dovrà mostrare in questa vicenda tutta la sua "capacità" tecnica/legale e potrà, alla fine del percorso, giustificare la debacle dichiarando - come è d'uso - " ho fatto tutto il possibile, ma tant'è........"
I suoi più stretti collaboratori lo rincuoreranno!
E' la regola della "croce rossa"!!
Il suo cliente, la Porto di Lavagna spa, lo maledirà in eterno!
Che cosa è accaduto ieri ?
Il giudice Davini ha ascoltato le parti, ed ha appreso dalla viva voce di Gallegra che la società Porto di Lavagna spa ha querelato per diffamazione il sig. Lanfranco Vaccari, direttore responsabile del SECOLO XIX e la sig.ra Badinelli Debora, corrispondente locale del quotidiano, colpevoli del reato di diffamazione a mezzo stampa.
Per rendere consapevole il giudice Davini della "nefandezza" scritta dalla Badinelli, il Gallegra invitava il Davini a leggere il testo di un volantino, allegato al fascicolo di prova, edito e diffuso dall'ORAS - Il volantino è leggibile al post intitolato: Inizia l'attività di ORAS sul territorio.

A seguito di quel volantino, la schizofrenica attività della Porto spa si sviluppò attraverso l'accesso al tribunale civile - nel giudizio di cui stiamo riferendo - e attraverso la pubblicazione, proprio sul SECOLO XIX di un articolo completamente falso: si parla di una querela che non esiste!!
Basta rileggersi il post del 16 dicembre 2007 intitolato : MAZREKU "si allea" col SECOLO XIX
In quel volantino si fa riferimento ad una condanna del "concessionario del porto" senza indicare mai la Porto di Lavagna spa che, come si evince da tutte le pubblicazioni edite da ORAS, mai e poi mai viene definita: concessionario, come infatti non è e come infatti sarà presto definitivamente sancito!
Il consulente tecnico/legale Gallegra ha fatto finta di non capire per tentare di convincere il giudice Davini ?
Oppure, e sarebbe molto peggio, gli è venuta meno la "capacità di capire".
Questo dovrà essere necessariamente capito !
Quindi, tornando alla causa, la Porto spa non avrebbe, allo stato, alcun altro elemento a suffragio della citata "azione di danno all'immagine" che questa incredibile sciocchezza da loro definita diffamazione!
Tant'è che il Gallegra ha indicato nella data del 28 ottobre il dibattimento penale contro il SECOLO XIX ed ha fatto bene il giudice a fissare la prossima udienza del civile al 3 novembre.
Ma i problemi per la Porto spa iniziano ora perchè il giudice Davini ha ammesso quasi tutti i capitoli di prova ed ha ammesso i testi indicati dal Gallegra !
I capitoli di prova su cui i testi, Mazreku, Dotti, Caltelli, Rovatti, Mantini ecc. dovranno dare testimonianza sono incredibilmente improponibili, così da immaginare quale sarà il disagio che i vari testi proveranno quando dovranno rispondere, con il rischio della falsa testimonianza, su fatti indefinibili !
Tra le altre cose, tre sono pure avvocati e tutti e cinque sono, comunque direttamente interessati alla condanna! Che amena curiosità!!
Il Gallegra, ormai fuori schema, si è trovato a dover improvvisare e insistere con vigore sul fatto che la sentenza del giudice Bernocco, mandava assolti Mazreku e Cusumano dai reati riguardanti il sequestro della diga del 2005.
Bene ha fatto il giudice Davini ad ordinare l'acquisizione degli atti di cui alla sentenza citata: potrà così leggere l'interessante dispositivo e "illuminarsi" sulla vicenda - Porto di Lavagna - dalla quale emerge, con una chiarezza inconsueta, ciò che ORAS indica sino dall'inizio.
Avrà inoltre consapevole conoscenza degli altri atti giudiziarii avviati e di quali sedi sia stata individuata la competenza!
La sentenza sarà pubblicata interamente nei prossimi post.
mercoledì 4 giugno 2008
Che tenerezza !
Qualche utente, leggendo il testo, si è posto delle domande.

C'è sicuramente da chiedersi quale sia la ragione di un simile proclama di "cartapesta", perchè citare in sequenza sette sentenze - che sono poi in effetti una sola ! - e non citare, astutamente, il tribunale d'emissione, la dice lunga su quale sia la qualità delle ultime misere cartucce che il sig. Jack e il suo consulente tecnico/legale hanno a disposizione per difendersi dal precipitare degli eventi che riguardano l'accordo fatto col comune.
In quell'accordo, giova ricordarlo, due soggetti - completamente privi di titolo effettivo - hanno tentato un accordo che prevedeva di fare "libero uso a loro insaputa" dei danari degli utenti!
La crisi che emerge all'interno di questo "inconsueto" tentativo di accordo è la dimostrazione della fondatezza della tesi secondo la quale i due soggetti - Porto spa e Comune di Lavagna - ci "hanno provato"!!
Se fosse andata bene, avrebbero raschiato per l'ennesima volta le tasche degli utenti alla ricerca di facili guadagni!
Alla prossima volta.
sabato 24 maggio 2008
Ecco l'srticolo che leggeremo su IL SECOLO XIX di domani, domenica 25
ASSEMBLEA IN SALA ROCCA
Lavagna, la coop delporto: «Azione legale collettiva»
«Vogliamo recuperare somme pagate e non dovute»
I gestori dello scalo: «Non abbiamo nulla da temere»
LAVAGNA.
Gli utenti del porto verso la class action insieme a ORAS.
La notizia è emersa ieri dall’assemblea generale della “Cooperativa approdo turistico di Lavagna”, presieduta da Giuseppe Bianculli, svoltasi alla sala Rocca.La coop va verso la liquidazione per trasformarsi, subito dopo l’estate, in associazione. L’assemblea (scarsamente
partecipata) di ieri ha approvato il progetto presentato da Bianculli
votandolo all’unanimità. «Per far valere i nostri diritti nei confronti della
Porto di Lavagna spiega Bianculli riteniamo che la soluzione migliore sia la class action che entrerà in vigore il prossimo luglio.
Oras, Osservatorio Regionale Anomalie del Sistema, è un’associazione
appositamente costituita per intraprendere azioni cumulative».
Andrea Pescino, portavoce di Oras, ha spiegato che l’obiettivo dell’azione
legale collettiva (importata dagli Stati Uniti per difendere gli interessi di una classe di persone) sarà «recuperare le somme pagate e non dovute».
Quello a cui puntano cooperativa e Oras è un rimborso collettivo di tutti gli utenti del porto che aderiranno all’azione.
«Dal luglio 2000 aggiunge Bianculli abbiamo versato 27.180.451,38 euro,
oltre a 12,5 milioni per la diga foranea e non siamo mai stati sufficientemente coinvolti nella commissione consultiva prevista dal contratto ».
Nell’attesa che intervenga la commissione di verifica e controllo richiesta da Oras per fare chiarezza sul collaudo dell’approdo, quella collettiva potrebbe essere la prima di una serie di azioni.
«Vadano pure avanti commenta Antonino Bongiorno Gallegra, legale
chiavarese della “Porto di Lavagna Spa” in otto anni non abbiamo mai
perso una causa e non abbiamo nulla da temere».
Il contenzioso tra la “Cooperativa approdo turistico di Lavagna”
e la “Porto”, infatti, si trascina da anni.
L’avvocato Massimo Menna di Milano, legale della cooperativa, ha spiegato che gli utenti chiedono alla “Porto” il riconoscimento di un rapporto di natura condominiale o, in subordine, di comunione. L’obiettivo è essere coinvolti nelle scelte. Questione che torna
d’attualità adesso che la “Porto” ha presentato al Comune il progetto (da
33 milioni di euro) per la riqualificazione dello scalo.
Intervento che la cooperativa ritiene necessario e sollecita per garantire lo sviluppo del porto.
«Nel regolamento che disciplina l’utilizzo delle parti comuni spiega
Bianculli è specificato che eventuali innovazioni che comportino oneri, non connessi al mantenimento della concessione, da ripartire fra gli assegnatari devono essere previamente comunicati agli stessi dalla concessionaria».
All’assemblea ha partecipato anche Alfredo Mordini, consigliere comunale delegato al porto. A lui il presidente Giuseppe Bianculli ha ribadito la richiesta, inviata nei giorni scorsi al sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza, di avere un incontro per approfondire
i contenuti del progetto.
«Stiamo verificando che corrisponda alle linee guida del protocollo
d’intesa spiega Mordini e che sia congruo ai fini del prolungamento
della concessione demaniale in scadenza nel 2024. Quando sarà terminato l’esame, convocheremo la cooperativa per discutere del futuro del porto e dei problemi degli utenti».
DEBORABADINELLI
badinelli@ilsecoloxix.it
venerdì 23 maggio 2008
Il Ministero scrive in merito al collaudo del porto "negato" dal sindaco Vaccarezza
Ecco il testo integrale della lettera appena giunta all'Osservatorio e agli altri soggetti interessati:


La vicenda che riguarda l'opposizione posta dal sindaco Vaccarezza alla visita di verifica e collaudo del porto avrà quindi un esito amministrativo, a breve, mentre i procedimenti attivati presso la Corte dei Conti e presso la Procura penale stanno seguendo la fase istruttoria.
giovedì 22 maggio 2008
Protocollo d' intesa Porto spa-Comune
Riportiamo una notizia apparsa su Repubblica che vede, tra gli altri, l'avv. Ghibellini, "consulente tecnico" dell'accordo.
MARTEDÌ, 13 MAGGIO 2008
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| Scalata Bnl, Berneschi rischia il processo |
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| I pm pronti a chiedere il rinvio a giudizio anche per l´avvocato Ghibellini. |
| Fiorani insieme agli amministratori di Unipol tentò l´operazione affiancato da una "cordata amica" |
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| MARCO PREVE |
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| Per la Liguria, e Genova in particolare, continua a riservare clamorose sorprese la maxi inchiesta della procura di Milano su Gianpiero Fiorani, l´ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana. Un suggerimento a Vaccarezza & C. : si leggano l'articolo che Maurizio Maggiani ha pubblicato sul SECOLO XIX del 5 maggio e facciano come suggerisce lui, uomo di sinistra serio e cosciente: 05 maggio 2008di MAURIZIO MAGGIANI Signori del Pd, sparite prima di essere tolti di mezzoHo iniziato la collaborazione a questo giornale otto anni or sono, commentando la sconfitta del centrosinistra alle elezioni regionali, ultima tappa verso la sconfitta alle elezioni politiche del 2001. Questo accadeva dopo che la sinistra aveva governato per anni, al centro e nella regione. In regione perse avendo presentato un candidato privo di qualsivoglia qualità se non quella di corrispondere alla ferrea logica della divisione del potere e delle cariche tra le forze politiche coalizzate, alle politiche per la cocente delusione del suo elettorato maturata nelle ingloriose performance dei diversi governi messi insieme nei cinque anni in cui per la prima volta nella storia repubblicana aveva avuto la possibilità di dimostrare il suo valore, la sua maturità, la sua originalità. Conclusi il mio commento con la seguente invocazione: Fate il piacere: sparite. Non era un insulto, era solo una buona idea. Chi perde e perde molto - e in quelle circostanze perdeva un immenso patrimonio di aspettative - può ancora salvare l’ultimo bene: la faccia. Persino la plebe, figuriamoci i cittadini, sa apprezzare l’onore di chi ammette la sconfitta e ne trae onorevoli conseguenze. Gli uomini d’onore che perdono si ritirano lasciando dietro di sé i ponti intatti; su quei ponti potranno transitare nuove forze e nuovi uomini, perché è dell’uomo onorevole dedicare le proprie migliori energie a preparare la strada per la generazione che lo sostituirà. L’idea non parve buona ai destinatari, che, colmi di una supponenza tanto triste quanto ardita - altrimenti definibile come stolida iattanza - non hanno inteso piegarsi di un millimetro alla realtà e all’onore. Sono rimasti tutti a mostrare il petto - glabro e diatonico invero, e dunque pudicamente fasciato in filati di Loro Piana e cachemire - nella certezza di saperla più lunga di chiunque altro, predisponendo rivincite costruite su un suffragio che non hanno mai smesso di ritenere dovuto da quella che hanno sempre chiamato “la nostra gente”, in nome dei “valori” di cui erano gli unici portatori autorizzati. Come se la gente fosse una entità immobile, come se non fosse composta da me e da alcuni altri milioni di individui ognuno con una sua vita tutt’altro che immobile, se non per costrizione. Come se i valori potessero vivere di vita propria, di pura essenza ideologica e non essere materia della vita, che incide e cambia, in meglio, la vita; oggi e non la prossima volta. Ciechi della loro supponenza, negli anni che sono venuti non sono mai stati sfiorati dal sospetto che milioni di individui continuavano a prestare loro il proprio suffragio nella vana speranza che questa generosità potesse essere ricambiata da un qualche sincero slancio di umiltà; e da qualcosa di buono, semplicemente, visibile e vivibile da ognuno di noi. Finché, non senza rabbioso dolore, la “loro”gente ha schiacciato il pulsante: off. E li ha fatti sparire. Dall’orizzonte delle proprie attese, dalle proprie simpatie, dalle proprie necessità. Si sono dissolti, si stanno dissolvendo, finiranno per dissolversi, disonorevolmente, perché c’è una enorme differenza tra il decidere di sparire ed essere tolti di mezzo. Naturalmente nessuno di loro si è preoccupato di tenere salvi i ponti, qualcuno si è persino occupato di minarli. Naturalmente nessuno tra loro è davvero convinto di meritare di sparire per sempre, e presta ancora la sua voce a un’immagine che ormai non è altro che un’ombra che né in virtù di un patto con il diavolo né con Dio potrebbe mai farsi materia viva. Parole e immagini, voce e figura, ecco cosa ci hanno offerto in cambio di tutto ciò che si sono presi da ciascun di noi. In un suo libro - di conversazioni spirituali, non di sociologia o di marketing - Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, pone la seguente epigrafe: La gente non parte dai discorsi, ma è colpita da una presenza. Certo, è così. È la “presenza” che mi fa ascoltare e mi fa condividere ciò che sento, è la “presenza” che mi cambia e mi fa agire nel mutamento. E la presenza non è immagine, ma il suo opposto. La presenza è azione che testimonia, è profezia che induce all’empatia, è materia tutt’uno con la parola. La “presenza” è testimonianza degna di fede; e se la politica progressiva, e di sinistra, ha avuto un senso nel corso della storia per moltitudini di individui, è proprio perché è stata essenzialmente questo: testimonianza degna di fede. Oggi non riconosco una sola presenza tra le immagini e le parole che ancora si alzano dai podi e dagli scranni. E tutti noi, individui variamente uniti in comunità, sappiamo riconoscere una “presenza”, e quando la incontreremo potremo tornare a pensare che una parte della storia appartiene ancora a chi la intende costruire in forma progressiva. Per il momento non resta che ripetere: fate la cortesia, sparite. Rimane una buona idea, rimane sempre meglio che essere tolti di mezzo. Molti guai, molto ma molto maggiori, potrebbero essere evitati a molte persone; l'equilibrio e il buon senso devono prevalere in una pubblica amministrazione. |