venerdì 3 luglio 2009

Il documento di "osservazione"protocollato ieri




ORAS

Al comune di Lavagna

OSSERVAZIONI SU:

“PROGETTO DI SVILUPPO E RILANCIO DEL PORTO TURISTICO DI LAVAGNA”

L'associazione ORAS sviluppa da tempo un profondo interesse verso la struttura turistica/nautica definita “Porto di Lavagna” e ne ha maturato una conoscenza piena ed esaustiva di tutti gli aspetti ad essa collegati.
Il gestore - Porto di Lavagna spa - ha tentato di contrastare l'attività dell'associazione usando ogni mezzo e giungendo persino ad adire il tribunale civile di Chiavari e quelli penali di Chiavari e Genova.
In tutti questi ambiti giudiziari la Porto di Lavagna spa ha ricavato esiti sfavorevoli ed assai prevedibili ben prima per chi, come ORAS, era a conoscenza della verità data dai fatti ma falsamente presentata da Porto spa.
Le imminenti sentenze civili e penali, dimostreranno oltre ogni ragionevole dubbio la bontà delle tesi sostenute da ORAS, presentando quindi scenari che prima non erano prevedibili e che produrranno eventi innovativi.
Nel contempo la Porto di Lavagna spa diffondeva false informazioni agli utenti della struttura ed ai cittadini del comprensorio tigullino trovando la silenziosa e quindi accondiscendente posizione dell'amministrazione pubblica lavagnese.
Anzi, in realtà, l'amministrazione comunale ha spesso annunciato alla stampa di
aver proceduto “nelle sedi giudiziarie opportune” ( si vedano al proposito le dichiarazioni di Vaccarezza, Mordini, Armanino) per la difesa della bontà dell'azione amministrativa che ORAS avrebbe (a loro dire) criticato e falsamente
pubblicizzato, ma, ad oggi, non si hanno notizie.
I due soggetti (Mazreku e Vaccarezza) che oggi troviamo interessati alla conclusione del progetto sul porto, annunciato nell'ormai lontano 2007, hanno quindi tenuto posizioni conniventi.
Il Comune di Lavagna e Porto spa si sono così mostrati assieme a percorrere un sentiero assai impervio e destinato ad una faticosa e quasi improponibile soluzione.
L'attività di ORAS è stata connotata da calma, pazienza e costanza (nonostante gli attacchi violenti dell'amministrazione comunale e del gestore) ed ha dato frutti significativi apprezzati da tutti coloro che hanno realmente a cuore il porto ed il naturale beneficio che lo stesso potrebbe dare al comprensorio.
Gli utenti del porto associati ad ORAS hanno poi dato alla stessa il mandato di procedere contro il gestore, per la ripetizione delle somme che essi hanno indebitamente pagato alla stessa Porto di Lavagna spa.

Fatte questa doverose premesse, appare di tutta evidenza che un soggetto aventela posizione statutaria di difesa dell'interesse diffuso come ORAS, non poteva sottrarsi a dare corso al mandato degli iscritti di interessarsi positivamente alla soluzione della ormai annosa e lacerata vicenda del porto.
Da questo sono scaturite le osservazioni qui di seguito espresse che sorgono dalla
attenta lettura dei documenti disponibili in comune:
1) Dice Porto spa a pagina 2 della presentazione: “la causa principale del ritardo nel raggiungere una piena ed ottima funzionalità del porto deriva dalle note vicende relative alla passata gestione che si è rivelata incapace di rispettare i propri impegni e che ha realizzato una struttura più simile ad un ricovero che ad un Marina ....... “ ma questo è falso ed obbliga alla descrizione della causa principale che si trova nel fallimento chiesto e fortemente voluto dal consigliere comunale Armanino autore della denuncia al Tribunale di Milano dal quale scaturì il danno di almeno 350 miliardi di lire che venne pagato dalle casse dello Stato e dagli utenti che dovettero ripagare ciò di cui già avevano già il possesso.
2) Dice Porto spa a pag 3: “Così ad esempio il nuovo sovra piastra, gestito dal comune di Lavagna................................” ma con quali soldi il comune di Lavagna potrà mai gestire il sovra piastra se il bilancio dello stesso ente è assai prossimo al limite e se a cinque anni dal primo mandato la stessa amministrazione ancora non ha risolto i problemi rappresentati dagli immobili in stato di evidente abbandono che circondano la sovra piastra in discussione ? Forse che i proprietari delle aree in questione sono stati chiamati a partecipare alla stesura del protocollo ?
3) Dice Porto spa a pag 5: “La Pubblica Amministrazione decise di delegare ai prescelti operatori qualificati la funzione di arricchimento e di implementazione della costa nazionale a fronte del diritto di questi ultimi di sfruttare le risorse ricevute.......” ma la Pubblica Amministrazione decise anche, così come si evidenzia secondo un’autorevole giurisprudenza del Consiglio di Stato, che il c.d. diritto di insistenza può assumere caratteristiche di compatibilità con i principi
comunitari di parità di trattamento, eguaglianza, non discriminazione, adeguata pubblicità e trasparenza solo nell’ipotesi in cui rivesta carattere residuale e sussidiario.
Dov'è il carattere residuale e sussidiario nel protocollo che parte proprio dalla violenza del diritto amministrativo inventandosi un prolungamento della concessione ?
Dov'è la “gara” internazionale che nel maldestro tentativo di “prolungare la concessione” non appare ?
Dov'è la trasparenza se ancora oggi, a cinque anni dall'insediamento del gestore, manca la pubblicizzazione della procedura e della raccolta delle informazioni che avrebbero “qualificato e garantito” la Porto spa ed il suo amministratore
delegato J.R.Mazreku ?
4) Dice Porto spa a pag 9: “ Gli interventi eseguiti sulla diga foranea esulano da qualsiasi riduttivo concetto di manutenzione, più o meno ordinaria, riconducibili agli oneri di cui all'originario provvedimento concessorio........”
Ma allora perchè il comune concesse l'autorizzazione al gestore di fare “manutenzione straordinaria” alla diga foranea quando avrebbe invece dovuto indire una gara ?
Ma allora perchè il comune non riprende i documenti del 2005, li rilegge con attenzione e comprende finalmente con chi ha a che fare, ossia con un soggetto inaffidabile ?
Ma allora perchè il comune non ispeziona la mantellata di marmo bianco (dichiarata e verificata come composta da “massi di colore grigio”!) e verifica l'ampiezza del collassamento a soli due anni dal termine dei lavori ?
5) Dice Porto spa a pag 10: “simili nuovi progetti sono già stati riconosciuti e accettati dal comune di Lavagna come elementi del rilancio dell'attività portuale, destinati ad essere bilanciati da un'estensione temporale della concessione che consenta a Porto di Lavagna spa di recuperare gli investimenti sostenuti.....” ma allora il comune di Lavagna non legge le carte che firma ?
Lo sa che cosa è il diritto di insistenza di cui sopra accennato ?
Capisce che cosa significa “residuale e sussidiario” ?
Che valore e significato attribuisce a “bilanciare” ?
Gli investimenti sostenuti a Lavagna da Porto spa fino ad oggi a quanto ammontano ?
Il comune ne è al corrente ?
Gli utenti del porto che hanno sostenuto totalmente gli “investimenti” della Porto spa hanno partecipato alla stesura del protocollo ?
Il comune è al corrente che a fronte di un impegno di assunzione fallimentare di 57 miliardi di lire, regolarmente incassati dagli utenti con la vendita delle proprietà superficiarie, la Porto spa ha in effetti “sborsato” solo 40 miliardi ?
Qual'è allora l'investimento della Porto spa?
Il comune sa che i lavori dallo stesso autorizzati come di “manutenzione straordinaria” (e oggi dichiarati tutt'altro) sono stati pagati dagli utenti ?
Il comune lo sa che quegli stessi lavori, ordinati cinque anni prima dal contrammiraglio Pollastrini, vennero già pagati una prima volta dagli utenti all'atto dell'acquisto delle proprietà superficiarie ?
6) Dice Porto spa a pag 11: “si rimanda all'esame dei prospetti......E' immediatamente percepibile la differenza strutturale delle due opere, tale da implicare un aumento dei volumi......che sottintendono una ristrutturazione non limitata ad un semplice ripristino dello status quo ante, bensì un manufatto oggettivamente e funzionalmente diverso....”
Ma non era soggetta a gara ?
Ma non era soggetta a VIA ?
Ma una P.A. può avere rapporti con un soggetto che sovverte violentemente il senso ed il significato della massa documentale intrattenuta con la medesima P.A. ?
7) Dice Porto spa a pag 15: “con riferimento al programma di ripascimento...........è più pratico e funzionale che sia la stessa Autorità a comunicare l'importo del contributo.............le parti abbandoneranno il contenzioso tuttora pendente avente ad oggetto proprio l'intervento sul litorale.....”
Ma il tribunale di Genova aveva o no condannato il concessionario al ripascimento ?
Il comune come intende risolvere il contenzioso pendente, che tra l'altro vede coivolti soggetti terzi al protocollo, vista la spaventosa rimessa delle casse comunali sul contenzioso ICI ?
Il comune come intende risolvere il debito pregresso del gestore per i dieci anni in cui non ha provveduto a ripascere il litorale ?
Il comune ha dichiarato alla stampa (Armanino-Il Secolo XIX) di aver utilizzato danaro pubblico per ripascere nell'anno in corso; come intende recuperare la somma illegalmente addebitata ai cittadini poiché già era efficace la sentenza del tribunale di Genova ?
8) Dice Porto spa a pag 17: “così come previsto dai colloqui con le rappresentanze sindacali locali......................l'offerta di lavoro sia diretta prioritariamente alla città.............sicuramente occasione d'impiego per i giovani della zona.....potranno conciliare lo studio con un impegno part time.....”
Ma i sindacalisti sanno con chi si stanno rapportando ?
Ma i sindacalisti sanno chi è Mazreku ?
Ma i sindacalisti sono a conoscenza delle sue vicende giudiziarie e della certa, assoluta e radicata propensione a non mantenere mai alcun accordo per indubitabile formazione caratteriologica ?
Ma i sindacalisti pensano che dare “incarichi” nei due mesi estivi a qualche studente sia il paradigma del “fare impresa” ?
Ma i sindacalisti sanno indicare almeno un solo esempio di impresa che veda Mazreku quale “generatore di profili di indirizzo” ?
Ma i sindacalisti, e con essi il sindaco Vaccarezza che proviene da quell'ambito, sanno quali responsabilità si stanno assumendo se non intervengono riflettendo adeguatamente sulle sciocchezze contenute nel testo sottoposto ad osservazione ?
9) Dice Porto spa a pag. 20: “Porto spa acquisterà uno speciale pontoon boat/navetta che sarà devoluto al Comune......che trasporterà il pubblico dalla testa del pontile “A” al martello della diga foranea.....”
Ma il comune con quali danari gestirà il costo della “navetta” ?
Ma la passeggiata di un km e mezzo realizzata sul masso di coronamento a che serve ?
Ma la gestione della sicurezza e della manutenzione di tale spropositato elemento architettonico chi se la accollerà, visto che il protocollo indica, a pag 21, che ordinaria e straordinaria manutenzione sono a carico delle casse pubbliche e che le stesse, come è ben noto, sono da tempo asfittiche ?

Trascurando ora la disamina delle successive pagine che riguardano una volgare
rivisitazione del principio generale della concessione di un bene pubblico, del quale evidentemente Mazreku non conosce il fondamento costituzionale, è opportuno chiudere queste osservazioni con alcuni passaggi di ordine generale.

Dalla lettura della G.U.E. n. 66/2003 emerge che l’Amministrazione “deve tenere nella dovuta considerazione il ragionevole affidamento ingenerato negli amministrati dai suoi atti, garantendo al cittadino la conservazione della posizione giuridica di vantaggio che gli è stata attribuita mediante il provvedimento amministrativo.”
Appare di tutta evidenza, sin dal principio della gestione Vaccarezza, che la “posizione giuridica di vantaggio” citata nel testo suriportato, è certamente mancante in tutta la vicenda portuale di Lavagna.
Esiste poi una indicazione di gestione del demanio marittimo che le norme italiane specificano come al seguito:
Con cadenza annuale sarà inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Regione dettagliata relazione in ordine alle pratiche evase e ai canoni imposti, al fine di consentire l'adozione dei decreti per l'attribuzione di beni e risorse corrispondenti a quelli utilizzati dallo Stato per l'esercizio delle medesime funzioni e compiti prima del trasferimento.”
Quando accadrà che il sindaco darà comunicazione pubblica della documentazione succitata così che il cittadino, proprietario del bene in concessione, possa essere edotto di quanto beneficio economico ricavi la città e/o lo Stato dal porto ?
Un'ultima osservazione è offerta dall'importo aggiornato dell'intero investimento che ammonta a euro 51,074,463,08 così come si legge a pag. 36 del documento di Porto spa.
E' di tutta evidenza che la storia del porto di Lavagna indica con chiarezza come il Mazreku non abbia mai fatto alcun investimento nella struttura.
La stessa assunzione del fallimento è li a darne chiarissima indicazione.
Il Mazreku ha “preso” il porto senza sborsare neppure una lira, anzi ne è entrato con un vantaggio economico di molti miliardi di lire.
Il Mazreku ha “preso” i danari necessari all'assunzione dalle tasche degli utenti e
così pure ha fatto per altre successive situazioni.
Il Mazreku, contrastando il dettato normativo del “diritto di insistenza”, anzi sovvertendolo, indica il prolungamento della concessione quale portatore di valore fondamentale dell'accordo e non come “residuale e sussidiario”.
Il Mazreku, non ha caratteristiche di imprenditore, non ha profilo di gestore di impresa, è un semplice ed esclusivo amministratore di condominio.
Questa figura non è ciò che il testo generale della concessione dei beni dello Stato
indica come possessore delle capacità qualitative di un concessionario.
La P.A. di Lavagna, apparsa sempre assai debole nei suoi confronti, non tutela minimamente il bene pubblico e gli interessi della collettività nel momento in cui intende proporre il testo oggi osservato alla valutazione pre/autorizzativa.
ORAS
a.p.

martedì 23 giugno 2009

Mazreku, Bongiorno Gallegra e le denunce archiviate.





Letta la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero Ranieri Miniati, è ora necessario leggere l'opposizione presentata dal Mazreku per il tramite del legale di fiducia Bongiorno Gallegra.
E' richiesta una buona dose di attenzione e la predisposizione a ridere di gusto leggendo le "amenità" riportate nel ricorso!!

Nota: Tra quindici giorni si terrà anche l'udienza conclusiva del Tribunale Civile di Chiavari (giudice Davini) che manderà a fondo tutte le presunte "verità" del tandem Mazreku/Gallegra.


BUONA LETTURA..........................E BUONA VISIONE DELLE FOTO RIPORTATE NELLA COLONNA A FIANCO...................................















Il 22 giugno scorso, lunedì, presso il Tribunale di Genova, si è tenuta l'udienza conseguente al ricorso presentato da Mazreku contro l'archiviazione proposta dal PM a seguito della querela presentata dalla Porto di Lavagna spa contro ORAS e il suo coordinatore, Andrea Pescino.
Nei fatti il Mazreku aveva ritenuto di essere stato calunniato e diffamato per questioni inerenti la nota vicenda della diga e quindi del sequestro eseguito dal NOE e del successivo rinvio a giudizio dello stesso Mazreku ed altri.
Il Mazreku sosteneva che l'attività di informazione resa da ORAS fosse vuota di verità, fosse persino proveniente da "invenzione" e che, quindi, si trattasse di uno specifico caso di diffamazione volto a disturbare la sua onorabilità e un'altra ben nutrita quantità di meriti ed "alti valori".
Il PM Ranieri Miniati, evidentemente, non era dello stesso parere e pertanto aveva archiviato.
Il Mazreku, quindi, aveva presentato ricorso contro l'archiviazione sostenendo tesi talmente "bislacche" da meritarsi la pubblicazione del testo, così come merita la pubblicazione ogni altro testo di denuncia penale contro ORAS e Pescino.
Sarà stata certamente interessante la lettura delle folli arrampicate sugli specchi del querelante Mazreku che tenta, come ben si è potuto leggere, di evidenziare colpe dove non ci sono e tenta di far processare, e magari condannare, chi, ben diversamente da lui, non si è mai macchiato di reati penali.
Nel frattempo, tra un'archiviazione ed un ricorso, il "nostro" (Mazreku) frequenta aule di diversi tribunali per essere processato per reati ben più gravi di una diffamazione ma, di questo, dimentica di dare riscontro in bacheca del Porto perchè è bene che gli utenti non ne conoscano alcunchè.

La lettura dei documenti soprariportati consente di farsi un'idea netta di chi siano i soggetti ricorrenti (Mazreku & Co) e del rispetto che portino verso la verità fattuale e la giustizia.
Una sola osservazione basta a chiarire il concetto, infatti a pag 4 del ricorso di Bongiorno Gallegra alle righe 14.......23 si legge una delle più incredibili falsità della storia turpe della gestione Mazreku: negano persino che la massicciata sia composta di marmo bianco!!!!!!!!!!!

mercoledì 17 giugno 2009

L'analisi del voto e la questione del porto.

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Il risultato elettorale concede a Vaccarezza la possibilità di fare altri cinque anni di "amministrazione demaniale" in subdelega dalla Regione Liguria.
I prossimi cinque anni saranno per Vaccarezza una vera trappola, infatti
dovrà gestire i difficilissimi rapporti col porto senza il "materasso" MORDINI !
Mordini, completamente sconosciuto alla tornata elettorale del 2004, ha ottenuto oggi, dopo cinque anni di amministrazione demaniale sul porto, esattamente la metà dei voti del 2004!
Quale la ragione tra le tre di seguito elencate ?

1) Ha gestito talmente male gli "affaracci" del porto da essere fortemente punito !

2) Nella tornata del 2004 Vaccarezza e Armanino lo hanno "spinto assai" perchè uscisse eletto, così da potergli poi scaricare la responsabilità del porto e questa volta non lo hanno fatto votare perchè è compromesso nell'indagine della procura di Chiavari sulla vicenda del danno erariale collegato alla "malagestione" del porto.

3) Si è ribellato alla turbolenta vicenda, che lo vede vittima delle pericolosissime scelte di Armanino e Vaccarezza delle quali lui pagherà un prezzo altissimo.

Certo che farebbe bene a dire qualche cosa, almeno per rispetto della sua persona e della sua "onorabilità politica"!

Questi volpacchiotti di Vaccarezza e Armanino sono riusciti a deviare voti su tutti, anche su quelli di altre liste.

Perchè non hanno fatto votare MORDINI ?

lunedì 1 giugno 2009

Un necessario chiarimento sul "Protocollo sul Porto".



La giunta comunale ancora in carica ha inteso dare una soluzione al problema del porto di Lavagna annunciandone "trionfalmente" i contenuti.
La spiegazione fornita in occasione delle due presentazioni, quella "corposa" del novembre 2007 e quella "monca" del mese in corso, è rimasta la medesima: FARE CASSA SUGLI UTENTI E NULL'ALTRO!
Chiunque fosse dotato di un minimo di possibilità di "leggere tra le righe" comprenderebbe bene che si è prodotto un documento inutile, anzi dannoso per la città, solo per far ripulire le tasche degli utenti del porto di circa 50 milioni di euro in cambio di un probabile prolungamento della concessione - ancora sub judice - di altri 35 anni.

La città di Lavagna non avrebbe altro che un carico di oneri incredibile ed insostenibile che andrebbe ad aggiungersi alla pesante situazione debitoria attualmente registrata dalle casse comunali.
-Una passeggiata pedonale inutile poichè esageratamente lunga, priva di motivi di interesse a percorrerla e di servizi che ne diano sollievo a chi volesse "imprudentemente" affrontarne il percorso.
-Una "anonima costruzione polivalente" pomposamente denominata "club house" che andrebbe a raccogliere i risultati di un turismo improvvisato quale è quello di Lavagna, i cui cittadini hanno ormai rinunciato a chiedere progetti qualitativamente elevati.
-Una "sovrapiastra" che andrebbe a distruggere le poche risorse economiche del comune, cui spetterebbe la manutenzione, certi - come possiamo già essere - che la qualità dei lavori del committente Mazreku saranno allo stesso livello di quelli della diga di sopraflutto che già oggi, a distanza di soli due anni, hanno mostrato ampi e diffusi colassamenti ben visibili a chiunque.
-Poi, ultima chicca, chiunque osservi lo stato di degrado dell'area confinante con la sovrapiastra (case abbandonate e diroccate in quantità) può autonomamente darsi una dimensione di che cosa sarebbe il porto se mai il demenziale progetto prendesse corpo.
Ogni cittadino europeo può accedere agli atti e esprimere osservazioni entro il 6 luglio prossimo presentando i documenti alla Polizia Municipale.
I documenti progettuali e di accompagnamento sono disponibili in comune di Lavagna a semplice richiesta.
Gli utenti rischierebbero l'ennesimo "bagno" dovendo cacciare fuori l'intera somma per opere di totale inutilità e di ulteriore riduzione del valore delle singole proprietà superficiarie.
Mazreku farebbe cassa e alzerebbe "le vele" allontanandosi da Lavagna dopo aver ceduto il porto ad un terzo acquirente.
La città di Lavagna vuole il porto nella piena efficienza e nella totale disponibilità per rivalutarne le componenti e rilanciarne la presenza determinante nel comprensorio per un progetto di turismo qualitativamente elevato come è naturale che sia orientata l'area.
In tale prospettiva il prolungamento della concessione sarebbe utilissimo alla città e agli utenti che avrebbero, oltre l'allungamento della disponibilità dei beni anche una conseguente ed immediata rivalutazione.
La debolezza delle scelte dell'amministrazione comunale è la trappola nella quale potrebbe cadere il comprensorio.
L'attenzione ai problemi del porto è il principale indicatore della scelta da esercitare alle prossime elezioni comunali del 6/7 giugno.
La responsabilità del cittadino/elettore non è mai stata così grande; ogni conseguenza di una scelta sbagliata ricadrà su di lui e sul comprensorio.

mercoledì 27 maggio 2009

Il "protocollo" della coppia Mazreku/Vaccarezza

Durante la manifestazione fieristica tenutasi nei tendoni eretti sulla sovrapiastra del porto, il sig. Mazreku, in presenza del sindaco Vaccarezza e del delegato Mordini, ha tentato di convincere i presenti della bontà del progetto.
Ha faticato non poco, cercando di essere credibile, ed ha suscitato contestazione a causa della sua scarsa capacità a dibattere.
Il nervosismo era palpabile anche nel comportamento di Mordini ed in quello di Vaccarezza che si è "salvato" non potendo prendere la parola a causa delle prossime elezioni nelle quali tenta un'improbabile riconferma.
Sostanzialmente si è trattato di una brutta figura.
Vale però la pena di comprendere meglio il progetto sul quale ogni cittadino italiano ha il diritto di presentare osservazioni fino al 6 luglio prossimo, consegnandole alla Polizia Municipale di Lavagna.
Quando l'accoppiata Mazreku/Vaccarezza iniziò a progettare una soluzione per il porto si prendevano in considerazione opzioni assai forti;
si trattava di opere effettivamente modificatrici dell'attuale situazione che tutti coloro che conoscono il porto definiscono critica.
Il porto necessita di un grande piano industriale direttamente collegato al retrostante territorio con estenzione fino a Santo Stefano d'Aveto.
Il porto necessita di tutte le soluzioni già note e di quelle sostanzialmente innovative che proiettino l'area verso un turismo di eccellenza che abbia nel porto il luogo di raccolta e ospitalità.
Questi amministratori, politicamente invisibili e progettualmente incapaci, hanno deviato verso una soluzione demenzialmente distruttiva che si risolve in una lunghissima passeggiata realizzata sul masso di coronamento che potrà essere utilizzata raramente e da ben poche persone a causa della inesistenza di punti di interesse e di ricovero/ristoro.
Hanno poi individuato nella sistemazione della sovrapiastra da destinare a utilizzo pubblico il secondo punto "forte" del progetto, trascurando quanto costerà al comune mantenerla in stato di efficenza, soprattutto in considerazione dello stato di abbandono in cui versano già quasi tutte le aree a destinazione ricreativa/ludica del territorio lavagnese.
Hanno composto quindi un repertorio di sciocchezze progettuali che andranno totalmente a carico e a danno degli utenti del porto che sarebbero costretti, in caso di approvazione del progetto, a pagare quei 50 milioni di euro necessari alla realizzazione.
Il gestore albanese del porto, sig. Mazreku, ringrazia già la giunta Vaccarezza per il "dono" dal quale potrà lucrare milioni attingendo alle casse degli utenti con la ben nota "contabilità segreta" che ha caratterizzato la gestione del porto.
Sostenere che la popolazione di Lavagna e gli utenti del porto saranno danneggiati fortemente dal progetto è quindi assai normale.
Resta poi la pesantissima incognita rappresentata dalla certificazione antimafia del Mazreku che deve essere concessa dagli organi europei così come la VIA.
E' evidente supporre che la contestazione organizzata dagli utenti, vittime di un progetto dannoso, non si farà di certo attendere.
La colmata, poi, chiude in farsa tutta quanta l'opera "progettuale" della giunta Vaccarezza.
Dice Vaccarezza che la colmata serve a salvare il posto di lavoro degli operai del "Cantierino".
Si convincano Vaccarezza, e il suo vicino Lavarello, che l'unica soluzione percorribile è quella di non chiudere i cantieri di Riva e collocare laggiù anche quelli di Lavagna liberando l'area di via dei Devoto da tali manufatti e realizzando una continuità con il porto che manca alla città.
Si convincano anche come solo un depuratore comprensoriale collocato in Fontanabuona può garantire turismo di livello alto e ricchezza d'area estendibile anche ai confinanti.
Si convincano infine che i cosiddetti "posti di lavoro", tanto cari alla loro indole demagogica, si realizzano creando ricchezza e non certo riducendola con i "regali faraonici " fatti all'albanese Mazreku che non paga ICI e non paga concessione e neppure ogni altra sorta di tributo minore a differenza dei cittadini che pagano persino con aggravio in caso di ritardo.
Non bisogna mai dimenticare lo "scandalo" dell'assegno versato nelle casse del comune, in occasione dell'annuncio del "Protocollo del Porto" che corrispondeva si e no ad un 6% dei tributi dovuti al comune.
Quando mai ad un cittadino è stato riservato un simile trattamento ?

sabato 4 aprile 2009

La diga, l'inquinamento, il processo, la farsa...Vaccarezza e Mazreku in accordo ?


Così come tutti sanno, per arrivare al dibattimento processuale occorre che la Procura fornisca le prove scaturite durante le indagini.
Meno persone sanno che le indagini, e la loro puntuale esecuzione, sono l'elemento determinante del risultato positivo di un procedimento.
Quasi nessuno sa che basta "frodare" durante le indagini ed il processo diviene un fatto teatrale di nessuna utilità al fine di "dare giustizia" intesa come quel senso di restituzione che sarebbe poi il fine di quell'apparato disciplinare che "dovrebbe" essere autonomo.........
Nella vicenda della diga e delle nefandezze prodotte in termini ambientali ed economici, una parte rilevante l'hanno avuta il sindaco Giuliano Vaccarezza e il gestore del porto R.J. Mazreku.
Appare scontato leggendo le carte, che il primo dei due, caricato delle due responsabilità di Sindaco e Subdelegato Demaniale, abbia assunto una posizione molto difforme da quella prevista dalle norme.
L’elemento psicologico del reato è costituito dal dolo specifico in quanto, oltre alla coincidenza tra il voluto ed il realizzato, sussiste lo scopo ulteriore di ingannare l’autorità giudiziaria.
Quindi, la ragionevole conseguenza è la seguente:



giovedì 2 aprile 2009

Finalmente è uscito il documento che inchioda la "coppia" Mazreku e Vaccarezza !




Il contrammiraglio Raimondo POLLASTRINI ha firmato il documento fondamentale e vincolante per i lavori alla diga del porto di Lavagna.

In quel documento, dopo le premesse, egli fissa le condizioni, la prima delle quali recita:
- Il sig. MAZREKU R.J. amministratore unico della Porto di Lavagna spa, richiedente l'autorizzazione, assume piena responsabilità civile e penale per ogni fatto derivante dalle operazioni oggetto della presente.

--Questo documento era nella piena disponibilità del sindaco Vaccarezza quando ha chiesto il dissequestro della diga.
--Questo documento non è stato consegnato dal sindaco Vaccarezza alla procura di Chiavari.
--Con questo documento il sindaco Vaccarezza si doveva costituire parte civile contro Mazreku che aveva inquinato il mare del Tigullio.
--Con la intenzionale azione di nascondere tale documento il sindaco Vaccarezza si è assunto ogni responsabilità nei confronti dei cittadini dell'intero Tigullio.
--A Chiavari si è tenuto un processo farsesco nel quale l'avv. Antonino Bongiorno Gallegra ha potuto chiedere l'annullamento della responsabilità di Mazreku poichè nessuno aveva prodotto il documento che lo avrebbe incastrato alle sue responsabilità.

Questo è ciò che avviene a Lavagna da quando la giunta è succube di un patto scellerato a danno della popolazione !!